| IL COLLASSO DELLA TEORIA
EVOLUZIONISTICA
LE VERE IDEOLOGICHE DEL TERRORISMO:
IL DARWINISMO E IL MATERIALISMO
La maggior parte della gente crede che la teoria dell’evoluzione
sia stata proposta per la prima volta da Charles Darwin e che si
fondi su prove, osservazioni ed esperimenti scientifici. In realtà,
non fu Darwin a introdurla e la teoria non si basa su prove scientifiche.
La teoria è costituita da un adattamento alla natura dell’antico
dogma della filosofia materialista. Anche se non è sostenuta da
scoperte scientifiche, questa teoria viene sostenuta ciecamente
in nome della filosofia materialista.
Questo genere di fanatismo ha portato a ogni specie di disastro.
Con la diffusione del darwinismo e della filosofia materialista
che esso sostiene, è cambiata la risposta alla domanda, “che cos’è
un essere umano?” Chi in passato era solito rispondere, “Dio crea
gli esseri umani ed essi devono vivere secondo la bellissima morale
che Lui insegna” oggi inizia a pensare, “l’uomo è arrivato all’esistenza
per caso ed è un animale che si è sviluppato attraverso la lotta
per la sopravvivenza”. Questo è il prezzo molto alto che dobbiamo
pagare per questo grande inganno. Ideologie violente quali il razzismo,
il fascismo e il comunismo, assieme a molte altre visioni del mondo
barbariche, basate sul conflitto, traggono tutte le loro forza da
questo inganno.
Questo articolo esaminerà il disastro che il darwinismo ha inferto
al mondo e rivelerà le sue connessioni con il terrorismo, uno dei
principali problemi globali dei nostri tempi.
La menzogna darwinista: ‘la vita è conflitto’
Nello sviluppo della sua teoria, Darwin è partito da una premessa
fondamentale: “lo sviluppo degli esseri viventi
dipende dalla lotta per la sopravvivenza. I forti vincono la lotta.
I deboli sono condannati alla sconfitta e all’oblio”.
Secondo Darwin, esistono in natura una lotta spietata per la sopravvivenza
e un conflitto eterno. I forti finiscono sempre per prevalere sui
deboli e ciò permette che avvenga lo sviluppo. Il sottotitolo che
lui ha dato al suo libro,
Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale
o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita,
riassume il suo punto di vista.
Inoltre, Darwin suggerì che la “lotta per
la sopravvivenza” si applicasse anche ai gruppi razziali umani.
Secondo questa fantastica ipotesi, le “razze favorite” sarebbero
state le vincitrici nella lotta. Le razze favorite, secondo
Darwin, erano i bianchi europei. Le razze africane e asiatiche erano
rimaste indietro nella lotta per la sopravvivenza. Darwin andò oltre,
suggerendo che tali razze avrebbero presto perso completamente la
“lotta per la sopravvivenza” e sarebbero quindi scomparse:
In qualche momento del futuro, non lontanissimo
se misuriamo in termini di secoli, le razze civilizzate dell’umanità
quasi certamente stermineranno e sostituiranno le razze selvagge
in tutto il mondo. Allo stesso tempo, le scimmie antropomorfe...
saranno senza dubbio sterminate. La separazione tra l’uomo e i
suoi alleati più prossimi diventerà così più ampia, perché dividerà
l’uomo in uno stato più civilizzato, possiamo sperare, dello stesso
tipo caucasico, da qualche scimmia in basso
quanto il babbuino, anziché separare, come fa oggi, il negro o
l’australiano dal gorilla.1
L’antropologo indiano Lalita Vidyarthi spiega in che modo la teoria
darwiniana dell’evoluzione abbia imposto il razzismo nelle scienze
sociali:
La teoria [darwiniana] della sopravvivenza dei
più adatti fu accolta calorosamente dagli scienziati sociali dell’epoca,
che credevano che l’umanità avesse raggiunto vari livelli di evoluzione,
che culminarono nella civiltà dell’uomo bianco. Entro la seconda
metà dell’Ottocento, il razzismo era stato accettato come un dato
di fatto dalla grande maggioranza degli scienziati occidentali.2
La fonte d’ispirazione di Darwin: la teoria della
spietatezza di Malthus
La fonte d’ispirazione di Darwin su questo tema fu il libro dell’economista
inglese, Thomas Malthus, Saggio sul principio della popolazione.
Lasciata a sé, calcolava Malthus, la popolazione umana cresce rapidamente.
Secondo lui, le principali influenze che tenevano sotto controllo
le popolazioni erano i disastri, come la guerra, la fame e la carestia.
In breve, secondo questa brutale affermazione, alcuni dovevano morire
perché altri vivessero. L’esistenza stessa finiva per significare
una “guerra permanente”.
 |
Thomas Robert Malthus |
Nell’Ottocento, le idee di Malthus incontrarono un’ampia accoglienza.
Gli intellettuali europei dei ceti alti, soprattutto, sostennero
le sue crudeli idee. Nell’articolo, “The Scientific
Background of the Nazi ‘Race Purification’ Programme” (“I
retroscena scientifici del programma nazista di ‘purificazione razziale’”),
si descrive così l’importanza che l’Europa dell’Ottocento attribuiva
alle idee di Malthus sulla popolazione:
Nella prima metà dell’Ottocento, in tutta Europa,
i membri della classe dominante si riunirono per discutere il
“problema demografico” appena scoperto e per trovare i modi per
mettere in atto il mandato di Malthus, così da aumentare il tasso
di mortalità dei poveri: “invece di raccomandare
l’igiene ai poveri, dovremmo incoraggiare abitudini contrarie.
Nelle nostre città, dovremmo fare strade più strette, far affollare
di più la gente nelle case e invitare il ritorno della peste.
In campagna, dovremmo costruire i nostri villaggi vicino a pozze
stagnanti e dovremmo soprattutto incoraggiare l’insediamento in
zone paludose e insalubri”, e così via.3
Il risultato di questa politica crudele è che i deboli e quelli
che hanno perso nella lotta per la sopravvivenza verrebbero eliminati
e ciò bilancerebbe il rapido aumento della popolazione. Questa politica
detta di “oppressione dei poveri” fu veramente messa in atto nell’Inghilterra
dell’Ottocento. Fu istituito un regime industriale in cui si facevano
lavorare bambini di otto e nove anni per sedici ore al giorno nelle
miniere di carbone e migliaia di persone morirono per le terribili
condizioni di vita. La “lotta per la sopravvivenza” richiesta dalla
teoria di Malthus ha portato a vite piene di sofferenza per milioni
di inglesi.
Influenzato da tali idee, Darwin applicò questo concetto di conflitto
a tutta la natura e suggerì che i forti e i più adatti uscivano
vincitori da questa guerra per l’esistenza. Inoltre, sostenne che
la cosiddetta lotta per la sopravvivenza costituisse una legge giustificata
e immutabile della natura. Allo stesso tempo, invitava le persone
ad abbandonare le proprie credenze religiose negando la Creazione
e in questo modo sovvertì tutti quei valori etici che avrebbero
potuto essere di ostacolo alla spietatezza della “lotta per la sopravvivenza”.
Nel Novecento l’umanità ha pagato un prezzo alto per la diffusione
di simili idee insensibili, che portano la gente a compiere atti
spietati e crudeli.
Dove ha portato la ‘legge della giungla’: il fascismo
Come il darwinismo aveva alimentato il razzismo nell’Ottocento,
così ha creato le basi di un’ideologia che si sarebbe sviluppata
e avrebbe sommerso il mondo nel sangue nel Novecento: il nazismo.
E’ possibile ravvisare un forte influsso darwinista tra gli ideologi
nazisti. Quando si esamina questa teoria, plasmata da Adolf Hitler
e Alfred Rosenberg, si incontrano concetti come “selezione naturale”,
“accoppiamenti selettivi” e la “lotta per la sopravvivenza tra le
razze”, ribaditi decine di volte nelle opere di Darwin. Nella scelta
del titolo del suo libro, Mein Kampf (“La mia lotta”),
Hitler si è ispirato alla lotta per la sopravvivenza darwinista
e al principio che la vittoria spettasse ai più adatti. Parla in
particolare della lotta tra le razze:
La storia culminerà in un nuovo impero millenario
di uno splendore senza paralleli, basato su una nuova gerarchia
razziale stabilita dalla stessa natura.4
Nel raduno del partito a Norimberga nel 1933, Hitler proclamò che
“una razza superiore assoggetta a sé una razza inferiore… un diritto
che vediamo in natura e che si può vedere come l’unico diritto immaginabile.”
Che i nazisti fossero influenzati dal darwinismo è un fatto che
praticamente tutti gli storici esperti in materia riconoscono. Lo
storico Hickman descrive così l’influenza del darwinismo su Hitler:
(Hitler) credeva fermamente nell’evoluzione e
la predicava. Quali che fossero state le complessità più profonde
della sua psicosi, è certo che il concetto di lotta era importante
perché… il suo libro, Mein Kampf, illustrava chiaramente
diverse idee evoluzioniste, in particolare quelle che sottolineano
la lotta, la sopravvivenza dei più adatti e lo sterminio dei deboli
per produrre una società migliore.5
Hitler, che aveva sviluppato tali idee, trascinò il mondo in una
violenza mai vista prima. Molti gruppi etnici e politici, in particolare
gli ebrei, subirono terribili atrocità e massacri nei campi di concentramento
nazisti. La seconda guerra mondiale, che iniziò con l’invasione
nazista, costò 55 milioni di vite. Dietro la più grande tragedia
della storia mondiale, c’era il concetto darwinista di “lotta per
la sopravvivenza”.
L’alleanza sanguinaria: darwinismo e comunismo
Mentre i fascisti si trovano all’ala destra del darwinismo sociale,
l’ala sinistra è occupata dai comunisti. I comunisti sono sempre
stati tra i difensori più agguerriti della teoria di Darwin.
Questo rapporto tra il darwinismo e il comunismo risale proprio
ai fondatori dei due “ismi”. Marx ed Engels, i fondatori del comunismo,
lessero L’origine delle specie appena uscì e furono profondamente
colpiti dal suo “materialismo dialettico“. La corrispondenza tra
Marx ed Engels dimostra che videro che le teoria di Darwin “conteneva
le basi per il comunismo nella storia naturale“. Nel suo libro,
Dialettica della natura, scritto sotto l’influsso di Darwin,
Engels riservò molti elogi a Darwin e cercò di dare il proprio contributo
alla teoria nel capitolo sulla “Parte avuta dal lavoro nel processo
di umanizzazione della scimmia’.
I comunisti russi che seguirono le orme di Marx
e di Engels, come Plekhanov, Lenin, Trotsky e Stalin, erano tutti
d’accordo con la teoria darwiniana dell’evoluzione. Plekhanov,
che si considera come il fondatore del comunismo russo, vedeva
nel marxismo “il darwinismo applicato alle scienze sociali”.6
Trotsky disse, “la scoperta
di Darwin è stata il più alto trionfo della dialettica in tutto
il campo della materia organica”.7
‘L’educazione darwinista’ ha svolto un ruolo
decisivo nella formazione dei quadri comunisti. Ad esempio, gli
storici notano che Stalin era religioso
in gioventù, ma divenne ateo soprattutto a causa dei libri di
Darwin.8
Mao, che stabilì il regime comunista in Cina
e uccise milioni di persone, dichiarò apertamente che “il
socialismo cinese si fonda su Darwin e la teoria dell’evoluzione”.9
James Reeve Pusey, storico dell’università di
Harvard, ha studiato in gran dettaglio l’influsso di Darwin su
Mao e sul comunismo cinese, nel suo libro di ricerca China
and Charles Darwin (“La Cina e Charles Darwin”).10
In breve, esiste un saldo legame tra la teoria dell’evoluzione
e il comunismo. La teoria sostiene che gli esseri viventi sono il
prodotto del caso e fornisce un supporto sedicente scientifico all’ateismo.
Il comunismo, ideologia atea, è quindi strettamente legato al darwinismo.
Inoltre, la teoria dell’evoluzione suggerisco che lo sviluppo sia
possibile in natura grazie al conflitto (in altre parole, “la lotta
per la sopravvivenza”) e sostiene il concetto della “dialettica”
che è fondamentale per il comunismo.
Se pensiamo al concetto comunista di “conflitto dialettico”, che
ha ucciso qualcosa come 120 milioni di persone nel corso del Novecento,
allora possiamo capire meglio le dimensioni del disastro che il
darwinismo ha portato al pianeta.
Il darwinismo e il terrorismo
Come abbiamo già visto, il darwinismo si trova alla radice di varie
ideologie della violenza che hanno avuto esiti disastrosi per l’umanità
nel ventesimo secolo. Il concetto fondamentale dietro questa visione
e metodo consiste nel “lottare contro
chiunque non sia uno dei nostri”.
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Qualunque ideologia sposino,
coloro che spargono il terrore in tutto il mondo sono, in
realtà, darwinisti. Il darwinismo è l’unica filosofia che
attribuisce valore al conflitto, e quindi lo incoraggia. |
Possiamo spiegare questo concetto così: esistono diverse credenze,
visioni del mondo e filosofie nel mondo. È assai naturale che tutte
queste diverse idee abbiano elementi in contrasto con le altre.
Ma queste diverse posizioni si possono contemplare l’una l’altra
in uno dei seguenti modi:
1) Possono rispettare l’esistenza
di chi non è come loro e cercare di aprire un dialogo con loro,
usando metodi umani. Infatti, questo metodo è conforme alla moralità
del Corano.
2) Possono scegliere di combattersi
a vicenda e cercare di assicurarsi un vantaggio danneggiando l’altro,
in altre parole, comportandosi come gli animali selvatici. Questo
è il metodo adoperato dal materialismo, cioè dalla mancanza di religione.
L’orrore che noi chiamiamo terrorismo non è altro che un’affermazione
di questa seconda visione.
Quando prendiamo in considerazione le differenze tra i due approcci,
possiamo vedere come l’idea dell’“uomo come
animale da combattimento” che il darwinismo ha imposto alla
gente sia particolarmente influente. È possibile che certi individui
e gruppi che hanno scelto la via del conflitto non abbiano mai sentito
parlare del darwinismo e dei principi di quella ideologia. Ma alla
fine, sono d’accordo con una visione del mondo le cui basi filosofiche
continuano ad appoggiarsi sul darwinismo. Ciò che li porta a credere
alla giustezza di una simile visione si rifà a slogan basati sul
darwinismo, come “in questo mondo, sopravvivono i più forti”, “i
pesci grossi mangiano quelli piccoli”, “la guerra è una virtù” e
“l’uomo si fa strada conducendo guerre”. Togliete il darwinismo
e non restano altro che slogan vuoti.
In realtà, quando si toglie il darwinismo, non resta alcuna filosofia
del “conflitto“. Le tre religioni divine in cui crede la maggior
parte delle persone nel mondo, l’Islam, il Cristianesimo e il Giudaismo,
si oppongono tutte alla violenza. Tutte e tre queste religioni desiderano
portare la pace e l’armonia al mondo e si oppongono all’uccisione,
alla crudeltà e alla tortura nei confronti di persone innocenti.
Il conflitto e la violenza violano la moralità che Dio ha stabilito
per l’uomo e sono concetti anormali e indesiderabili. Però, il darwinismo
vede e dipinge il conflitto come se si trattasse di un concetto
naturale, giustificato e corretto, che deve esistere.
Perciò, se alcune persone commettono atti di terrorismo usando
i concetti e i simboli dell’Islam, del Cristianesimo o del Giudaismo
in nome di tali religioni, potete essere certi che tali persone
non siano musulmani, cristiani o ebrei. Sono veri e propri darwinisti
sociali. Si nascondono sotto un manto religioso, ma non sono veri
credenti. Anche se pretendono di servire la religione, in realtà
sono nemici della religione e dei credenti. Questo avviene perché
stanno commettendo spietatamente un delitto che la religione vieta
e in modo da diffamare la religione agli occhi della gente.
Per questo, le radici del terrorismo che assilla il nostro pianeta
non sono una delle religioni divine, ma l’ateismo e l’espressione
dell’ateismo ai nostri tempi: il “darwinismo” e il “materialismo”.
L'ISLAM NON È LA SORGENTE DEL TERRORISMO BENSÌ
LA SUA SOLUZIONE
Certe persone che sostengono di agire nel nome della religione
possono male interpretare la loro religione o praticarla in maniera
erronea. Per questa ragione, sarebbe sbagliato formarsi delle idee
su quella religione prendendo ad esempio queste persone. Il miglior
modo per capire una religione è studiare la sua fonte divina.
La sacra fonte dell'Islam è il Corano; e il modello di moralità
dell'Islam del Corano è completamente differente dall'immagine formatasi
nella mente di alcuni occidentali. Il Corano si basa sui concetti
di moralità, amore, compassione, pietà, umiltà, sacrificio, tolleranza
e pace, e un musulmano che vive secondo questa morale nel suo vero
senso, sarà molto benevolo, premuroso, tollerante, fiducioso e accomodante.
Egli diffonderà intorno a sé amore, rispetto, armonia e gioia di
vivere.
L'Islam è una religione di pace e di benessere
La parola Islam deriva dalla parola che in arabo significa "pace".
L'Islam è una religione rivelata all'umanità con l'intento di presentare
una vita pacifica mediante la quale l'infinita compassione e grazia
di Dio si manifestano sulla Terra. Dio chiama tutte le persone alla
morale islamica, mediante la quale misericordia, compassione, tolleranza
e pace possono essere sperimentate tutto il mondo. Nella sura al-Baqara
(Corano II, 208), Dio si rivolge ai credenti in questo modo:
O voi che credete! Entrate tutti nella Pace (Islam).
Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato
nemico.
Come spiega il versetto, la sicurezza può essere assicurata soltanto
se "si entra nell'Islam", cioè, vivendo secondo i valori
del Corano.
Dio ha condannato la malvagità
 |
Dio chiama le persone alla
pace e alla sicurezza, mentre le ideologie non religiose incoraggiano
i conflitti e il terrore. |
Dio ha ordinato al popolo di evitare di commettere il male; Egli
ha proibito la miscredenza, l'immoralità, la ribellione, la crudeltà,
l'aggressività, l'omicidio e lo spargimento di sangue. Egli descrive
coloro che non obbediscono a questo comandamento come "seguaci
delle tracce di Satana" e dice che assumono una posizione che
è apertamente rivelata come peccato nel Corano. Ecco qualcuno dei
molti versetti su questo argomento nel Corano:
Coloro che infrangono il patto di Dio dopo averlo
accettato, spezzano ciò che Dio ha ordinato di unire e spargono
la corruzione sulla terra - quelli saranno maledetti e avranno la
peggiore delle dimore (Corano XIII, 25).
Cerca, con i beni che Dio ti ha concesso, la Dimora
Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo, sii benefico
come Dio lo è stato con te e non corrompere la terra. Dio non ama
i corruttori (Corano XXVIII, 77).
Come si vede, Dio ha proibito ogni tipo di atto malevolo nella
religione dell'Islam, inclusi terrorismo e violenza, e ha condannato
coloro che commettono tali atti. Un musulmano conferisce la bellezza
al mondo e lo migliora.
L'Islam difende la tolleranza e la libertà di parola
L'Islam è una religione che offre e garantisce libertà di idee,
pensiero e vita. I comandamenti sono stati emanati per evitare e
proibire la tensione, le dispute, la calunnia e anche i pensieri
negativi tra le persone.
Nello stesso modo in cui è decisamente contrario al terrorismo
e a tutti gli atti di violenza, proibisce anche che su di essi venga
esercitata la minima pressione ideologica:
Non c'è costrizione nella religione. La retta via
ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede
in Dio, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti.
Dio è audiente, sapiente (Corano II, 256).
Ammonisci dunque, ché tu altro non sei che un ammonitore
e non hai autorità alcuna su di loro (Corano LXXXVIII, 21-22).
Costringere le persone a credere in una religione o ad adottare
le sue forme di fede è completamente contrario all'essenza e allo
spirito dell'Islam. Secondo l'Islam, la vera fede è possibile solo
con il libero arbitrio e la libertà di coscienza. Naturalmente,
i musulmani possono consigliarsi e incoraggiarsi tra di loro sugli
aspetti della morale Coranica, ma non faranno mai ricorso alla costrizione,
né ad alcun tipo di pressione fisica o psicologica. Né dovranno
mai usare alcun privilegio di questo mondo per indirizzare qualcuno
verso la religione.
Immaginiamo un modello di società completamente opposto. Per esempio,
un mondo in cui le persone sono forzate per legge a praticare la
religione. Un tale modello di società è completamente contrario
all'Islam perché fede e devozione hanno valore soltanto se sono
indirizzate a Dio dalla libera volontà dell'individuo. Se un sistema
impone la fede e la devozione alla gente, costoro diventeranno religiosi
soltanto per paura di quel sistema. Da un punto di vista religioso,
ciò che veramente conta è che la religione sia vissuta per compiacere
Dio in un contesto in cui le coscienze delle persone sono totalmente
libere.
Dio ha messo fuorilegge l'uccidere persone innocenti
Secondo il Corano, uno dei più grandi peccati è quello di uccidere
un essere umano che non abbia commesso alcuna colpa.
... chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o
che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse
ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se
avesse salvato tutta l'umanità.
I Nostri messaggeri sono venuti a loro con le prove!
Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra (Corano V, 32).
Coloro che non invocano altra divinità assieme
a Dio; che non uccidono, se non per giustizia, un'anima che Dio
ha reso sacra; e non si danno alla fornicazione. E chi compie tali
azioni avrà una punizione (Corano XXV, 68).
Come suggeriscono i versetti, chi uccide senza ragione persone
innocenti è destinato a grandi sofferenze. Dio ha rivelato che uccidere
anche un'unica persona è male come assassinare tutta l'umanità.
Una persona che osservi i limiti posti da Dio non può far male a
un solo essere umano, per non dire del massacro di migliaia di persone
innocenti. Coloro che sostengono di poter evitare la giustizia e
quindi la punizione in questo mondo non riusciranno mai, perché
dovranno render conto di ciò che hanno fatto di fronte a Dio. È
per questo che i credenti, che sanno che dovranno render conto dei
loro atti dopo la morte, sono molto scrupolosi nell'osservare i
limiti imposti da Dio.
Dio ordina ai credenti di essere compassionevoli
e misericordiosi
La morale islamica in un versetto viene descritta così:
... Ed essere tra coloro che credono e vicendevolmente
si invitano alla costanza e vicendevolmente si invitano alla misericordia.
Costoro sono i compagni della destra (Corano XC, 17-18).
Come si vede questo versetto, uno dei precetti morali importanti
che Dio ha inviato ai Suoi servi in modo che essi possano ricevere
salvezza e misericordia e ottenere il Paradiso, è quello di "vicendevolmente
invitarsi alla misericordia".
L'Islam è descritto nel Corano come una religione moderna, illuminata
e progressista. Un musulmano è soprattutto una persona di pace;
è tollerante con uno spirito democratico sapiente, illuminato, onesto,
informato su arte e scienza e civilizzato.
Un musulmano educato nel pregevole insegnamento morale del Corano,
si accosta a chiunque con l'amore che l'Islam prevede. Dimostra
rispetto per ogni idea e dà valore ad arte ed estetica. È conciliante
di fronte a ogni evento, fa calare la tensione e riporta in buoni
rapporti. Nelle società composte di individui di questo genere,
ci sarà una civiltà più sviluppata, una morale sociale superiore,
e più gioia, felicità, giustizia, sicurezza, abbondanza e benedizioni
che nella maggior parte delle nazioni moderne del mondo d'oggi.
Dio ha ordinato tolleranza e perdono
Il concetto di perdono la tolleranza, descritto nelle parole, 'mostra
indulgenza' (Corano VII, 199)
è uno dei principi più fondamentali dell'Islam.
Se guardiamo alla storia dell'Islam, il modo in cui i musulmani
hanno tradotto questo importante aspetto della morale Coranica nella
vita della società si vede molto chiaramente. I musulmani hanno
sempre portato con sé un'atmosfera di libertà e tolleranza e abolito
le pratiche illecite dovunque siano andati. Essi hanno permesso
a popoli le cui religioni, lingue e culture sono completamente diverse
le une dalle altre, di vivere insieme in pace e armonia sotto lo
stesso tetto, e di fornire la pace e l'armonia per i propri stessi
componenti. Una delle ragioni più importanti per la sopravvivenza
secolare dell'Impero Ottomano, che si espandeva su un territorio
enorme, era l'atmosfera di tolleranza e la comprensione che l'Islam
portava con sé. I musulmani, che sono stati conosciuti per la loro
natura tollerante e amorevole per secoli, sono sempre stati il più
compassionevole e giusto dei popoli. All'interno di questa struttura
multinazionale, tutti i gruppi etnici sono stati liberi di vivere
secondo la propria religione e le proprie regole.
La vera tolleranza può portare solo pace e benessere al mondo quando
è attuata insieme alle linee fissate nel Corano. L'attenzione è
portata su questo in un versetto che recita:
Non sono certo uguali la cattiva [azione] e quella
buona. Respingi quella con qualcosa che sia migliore: colui dal
quale ti divideva l'inimicizia, diventerà un amico affettuoso (Corano
XLI, 34).
Conclusioni
Tutto ciò dimostra che la morale che l'Islam raccomanda all'umanità
porta al mondo le virtù della pace, dell'armonia e della giustizia.
La barbarie conosciuta come terrorismo, che attualmente preoccupa
tanto il mondo, è l'opera di persone ignoranti e fanatiche, completamente
estranee dalla morale Coranica, e che non hanno assolutamente nulla
a che fare con la religione. La soluzione per queste persone e per
i gruppi che provano a mettere in atto la loro ferocia sotto la
maschera della religione è l'insegnamento della vera morale Coranica.
In altre parole, l'Islam e la morale Coranica sono la soluzione
alla calamità del terrorismo, non certo il suo sostegno.
 

1.
Charles Darwin, The Descent of Man, 2. Ausgabe, New York,
A L. Burt Co., 1874, p. 178.
2.
Lalita Prasad Vidyarthi, Racism, Science and Pseudo-Science,
Unesco, France, Vendôme, 1983. p. 54.
3.
Theodore D. Hall, The Scientific Background of the Nazi "Race
Purification" Program, http://www.trufax.org/avoid/nazi.html
4.
L. H. Gann, "Adolf Hitler, The Complete Totalitarian",
The Intercollegiate Review, Herbst 1985, S. 24; zitiert in Henry
M. Morris, The Long war Against God, Baker Book House,
1989, p. 78.
5.
R. Hickman, Biocreation, Science Press, Worthington, OH,
Sp. 51–52, 1983; Jerry Bergman, "Darwinism and the Nazi Race
Holocaust", Creation Ex Nihilo Technical Journal 13
(2): 101-111, 1999.
6.
Robert M. Young, Darwinian Evolution and Human History,
Historical Studies on Science and Belief, 1980.
7.
Alan Woods and Ted Grant, Reason in Revolt: Marxism and Modern
Science, London: 1993.
8.
Alex de Jonge, Stalin and The Shaping of the Soviet Uninon,
William Collins Sons & Limited Co., Glasgow, 1987, p. 22.
9.
Klaus Mehnert, Kampf um Mao's Erbe, Deutsche Verlags-Anstalt,
1977.
10.
James Reeve Pusey, China and Charles Darwin, Cambridge,
Massachusetts, 1983.
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