IL SEGRETO AL DI LÀ DELLA
MATERIA
"Il mondo esterno" all'interno del nostro cervello
 |
Tutto quello che vediamo
durante la vita si forma nel nostro “centro della visione”
sul retro del cervello, che occupa soltanto pochi centimetri
cubi. Sia il libro che state leggendo, sia il paesaggio sconfinato
che contemplate guardando all'orizzonte, si trovano in questo
minuscolo spazio. Quindi noi vediamo gli oggetti non nella
loro dimensione reale ma nella dimensione percepita dal cervello. |
Da tali fatti fisici, potremmo trarre la seguente indiscutibile
conclusione: tutto ciò che vediamo, tocchiamo, sentiamo e percepiamo
come "materia", "mondo" o "universo" non è altro che una serie di
segnali elettrici interpretati al nostro cervello. Non possiamo
mai raggiungere l'originale della materia esterna al nostro cervello.
Semplicemente, assaporiamo, sentiamo e vediamo un'immagine del mondo
esterno, formata nel nostro cervello. Chi mangia una mela, in realtà,
non si trova di fronte a un frutto, ma alle sue percezioni nel cervello.
L'oggetto considerato dalla persone un "frutto" consiste in realtà
di un'impressione elettrica nel cervello concernente la forma, il
gusto, l'odore e la struttura. Se il nervo ottico che porta al cervello
fosse improvvisamente reciso, l'immagine del frutto scomparirebbe
subito. Così come la sconnessione delle vie nervose olfattive dirette
dai recettori nel naso al cervello interromperebbe del tutto la
sensazione olfattiva. Più semplicemente, la mela non è che l'interpretazione
dei segnali elettrici da parte del cervello.
Un altro elemento da considerare è il senso della distanza. Lo
spazio vuoto fra voi e questa pagina è soltanto il senso di vuoto
che si forma nel cervello. Gli oggetti che sembrano distanti ai
vostri occhi esistono anche nel cervello. Ad esempio, chi contempla
le stelle di notte pensa che esse distino milioni di anni luce da
lui. Tuttavia, ciò che egli "vede" realmente sono le stelle all'interno
di lui, nel suo centro della visione. Mentre leggete queste righe,
voi non siete, in realtà, nella stanza in cui credete di trovarvi;
al contrario, la stanza è all'interno di voi. È la percezione del
vostro corpo che vi fa pensare di trovarvi al suo interno. Anche
il vostro corpo è un'immagine formata all'interno del vostro cervello.
Lo stesso accade a tutte le altre percezioni. Ad esempio, quando
pensate di sentire il suono della televisione nella stanza accanto,
state facendo l'esperienza di quei suoni nel vostro cervello. Il
suono che credete provenga da parecchi metri di distanza e la conversazione
di una persona vicino a voi sono percepite nel centro dell'udito,
il quale occupa pochi centimetri cubi del vostro cervello. Oltre
a questo centro di percezione, non esistono concetti quali destra
sinistra, davanti e dietro. Ovverosia, il suono non perviene a voi
da destra, da sinistra o dall'aria; non c'è direzione da cui provenga
"veramente" il suono.
Allo stesso modo, nessuno degli odori che percepite vi arrivano
da lontano. Voi supponete che gli aromi percepiti nel centro dell'olfatto
corrispondano agli odori degli oggetti esteriori. Nondimeno, come
l'immagine della rosa esiste nel vostro centro della visione, così
il suo profumo è nel centro dell'olfatto. Non potrete mai avere
un contatto diretto con la visione o con l'aroma originale di quella
rosa che esiste all'esterno.
Per noi, il "mondo esterno" è soltanto una raccolta di segnali
elettrici che raggiungono il nostro cervello. Questi segnali vengono
sottoposti a un processo cerebrale e noi viviamo senza riconoscere
che stiamo errando quando crediamo che questi costituiscano le versioni
originali della materia esistente nel mondo esterno. Siamo sviati
per mezzo dei nostri sensi, perché non possiamo raggiungere la materia
stessa.
È ancora il nostro cervello che interpreta e conferisce significato
ai segnali che consideriamo il "mondo esterno". Consideriamo il
senso dell'udito. È in realtà il cervello a interpretare e trasformare
le onde sonore che raggiungono le nostre orecchie in sinfonie. La
stessa musica è una percezione formata da, e dentro, il nostro cervello.
Similmente, quando vediamo dei colori, ciò che perviene ai nostri
occhi sono semplici diverse lunghezze d'onda di luce. È ancora il
cervello a trasformarli in colori, i quali non esistono nel "mondo
esterno". La mela non è rossa, il cielo non è blu, l'erba non è
verde. Essi hanno questo aspetto perché noi li percepiamo per essere
così.
Anche il minimo difetto della retina può provocare il daltonismo.
Alcune persone percepiscono il blu come verde, o il rosso come blu,
mentre altre vedono tutti i colori come differenti sfumature del
grigio. A questo punto, non ha importanza che l'oggetto esteriore
sia colorato oppure no.
Anche il notevole pensatore irlandese Gorge Berkeley si è occupato
di questo fatto:
Prima dunque si credeva che i colori, le figure,
il moto e il resto delle qualità sensibili o accidenti esistessero
davvero senza la mente;... Ma, essendo stato mostrato che nessuna
di queste può esistere se non in uno Spirito o in una Mente che
le percepisce, ne consegue che non abbiamo più motivo di supporre
l'esistenza della Materia… 194
Per concludere, noi vediamo i colorati non perché gli oggetti siano
colorati o perché abbiano un'esistenza materiale al di fuori di
noi, ma in quanto tutte le qualità che noi attribuiamo agli oggetti
si trovano al nostro interno e non nel "mondo esterno".
Le conoscenze limitate dell'uomo
 |
Le scoperte della fisica
dimostrano che l'universo è un insieme di percezioni. La domanda
che segue compare sulla copertina della famosa rivista scientifica
americana New Scientist che ha trattato questo tema nel numero
del 30 gennaio 1999: “Oltre la realtà: l'universo è veramente
un capriccio di informazioni primarie e la materia soltanto
un miraggio?”
In un articolo dal titolo “L'universo vuoto”,
pubblicato il 27 aprile 2002, il New Scientist afferma: “Avete
in mano una rivista. Sembra solida, sembra avere una qualche
esistenza indipendente nello spazio. Lo stesso per gli oggetti
intorno - magari una tazza di caffé, un computer. Sembrano
tutti esistere lì da qualche parte. Ma è tutta un’illusione.
Questi oggetti che si suppone siano solidi sono mere proiezioni
che provengono da un disegno caleidoscopico che vive ai confini
del nostro universo”. |
I fatti che abbiamo descritto implicano, tra l'altro che la conoscenza
che l'uomo ha del mondo esterno è in realtà estremamente limitata.
Questa conoscenza si limita ai nostri cinque sensi e non esiste
alcuna prova che il mondo che noi percepiamo con quei sensi sia
identico al mondo "reale".
Potrebbe, quindi, essere molto diverso da ciò che percepiamo. Ci
possono essere molte dimensioni e altri esseri di cui non siamo
coscienti. Anche se raggiungiamo le estremità dell'universo, la
nostra conoscenza resterà sempre limitata.
Dio Onnipotente, il Creatore di tutto, ha una conoscenza completa
e inerrante di tutti gli esseri i quali, essendo stati creati da
Dio, possono possedere solo la conoscenza che Lui concede loro.
Questa realtà si spiega nel Corano come segue:
Dio! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto
. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello
che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui
senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro
e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono
solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della
terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo,
l'Immenso (Corano II, 255).
Il "mondo esterno" artificialmente costituito
Il solo mondo di cui siamo a conoscenza è quello progettato, ricordato
e costruito vividamente; l'unico, in breve, che è creato ed esiste
all'interno della nostra mente. Le percezioni che osserviamo nel
cervello potrebbero a volte provenire da una fonte "artificiale".
È del resto possibile illustrare questo fatto con un esempio.
Per prima cosa, immaginate che il vostro cervello possa sopravvivere
indipendentemente dal vostro corpo. E immaginate che vi sia un computer
in grado di produrre ogni sorta di segnale elettrico. Produciamo
artificialmente i segnali elettrici riguardanti un dato ambienti,
compreso ciò che si vede, i suoni e gli aromi. Infine, si colleghi
questo computer, tramite dei cavi elettrici, ai centri sensori del
cervello e si trasmettano i segnali registrati. Percependo tali
segnali, il vostro cervello, cioè "voi", vedrete e sperimenterete
l'ambiente che essi rappresentano.
Questo computer può anche mandare al vostro cervello dei segnali
elettrici che hanno a che fare con la vostra immagine. Ad esempio,
se mandiamo i correlati elettrici di tutti i sensi, come l'udito,
la vista e il tatto che sperimentate quando state seduti alla vostra
scrivania, crederete di essere un uomo d'affari nel suo ufficio.
Questo mondo immaginario durerà finché il computer continua a mandare
stimoli. Non potrete mai capire che siete costituiti unicamente
dal vostro cervello. Questo è perché tutto ciò che serve per formare
un mondo dentro il vostro cervello è la disponibilità di stimoli
ai centri relativi. È perfettamente possibile che tali stimoli (e
quindi le percezioni) provengano da una fonte artificiale.
A tale proposito, il noto filosofo Bertrand Russell ha scritto:
Quanto al senso del tatto quando premiamo il
tavolo con le dita, esso è un disturbo elettrico sugli elettroni
e i protoni di queste ultime, prodotto, secondo la fisica moderna,
dalla prossimità degli elettroni e dei protoni del tavolo. Se
lo stesso disturbo sulla punta delle nostre dita fosse indotto
in qualunque altra maniera, noi proveremmo la stessa sensazione,
seppure il tavolo non ci fosse.195
È quindi molto facile per noi essere ingannati prestando fede a
percezioni che non hanno alcun corrispondente materiale reale. Nel
sogno questa illusione ricorre spesso, in quanto sperimentiamo degli
eventi e vediamo uomini, oggetti e situazioni che ci sembrano assolutamente
autentici. Nondimeno, essi non sono altro che mere percezioni. Non
vi è alcuna differenza basilare tra questi sogni e il "mondo reale";
entrambi sono serie di percezioni che vengono sperimentate nel cervello.
Chi è colui che percepisce?
Non c'è dubbio che il mondo nel quale pensiamo di abitare è creato
all'interno del nostro cervello. Sorge a questo punto una questione
di primaria importanza: se tutti gli oggetti fisici che conosciamo
sono intrinsecamente percezioni, che ne è del cervello stesso? Dal
momento che esso fa parte del mondo materiale come le braccia, le
gambe o qualsiasi altro oggetto, dovrebbe essere una percezione
anch'esso.
Un esempio argomentaci può aiutare a illustrare questo punto. Si
immagini di percepire un sogno all'interno del cervello. Nel sogno
abbiamo un corpo immaginario, un braccio immaginario, occhi immaginari
e un cervello immaginario. Se durante il sogno ci fosse chiesto
dove vediamo, noi risponderemmo: "Nel cervello." In realtà, non
c'è alcun cervello di cui parlare, ma solo un corpo immaginario,
assieme a una testa immaginaria e un cervello immaginario. Colui
che percepisce le varie immagini del sogno non è il cervello sognante
immaginario, ma un "essere" che si trova molto oltre.
 |
La realtà prodotta
da stimoli artificiali
La realtà virtuale è la presentazione
di immagini tridimensionali animate sui computer con il supporto
di vari dispositivi. Questi stimoli “realistici” si utilizzano
per una serie di scopi formativi in vari campi.
Una caratteristica significativa della realtà virtuale è il
modo in cui i soggetti che usano apparecchiature speciali
spesso dimenticano che queste immagini non sono reali e ne
restano totalmente presi. In questo modo un mondo materiale,
apparentemente tanto reale e vivo quanto l’originale, può
essere impresso sui sensi delle persone e stabilirsi nel loro
cervello. In conseguenza di questi stimoli artificiali, una
persona può immaginare di star realmente vedendo e toccando
un uccello, anche se in realtà non esiste. |
Poiché non esiste alcuna distinzione fisica tra una situazione
onirica e ciò che chiamiamo vita reale, quando, nella "vita reale",
ci si chiede, "dove vedi?", sarebbe altrettanto insensato rispondere
"nel cervello". In entrambe le condizioni, l'entità che vede e percepisce
non è il cervello, che è, dopotutto, soltanto un pezzo di tessuto
nervoso.
Finora, abbiamo sempre parlato di come osserviamo una copia del
mondo esterno nel nostro cervello.
Una conseguenza importante è che il "sé" nel nostro cervello, che
osserva questo mondo, non può essere il cervello stesso, che è come
un sistema informatico integrato: elabora i dati che gli arrivano,
li traduce in immagini e li proietta su uno schermo. Ma un computer
non può osservare se stesso, né è cosciente della propria esistenza.
Quando si seziona il cervello alla ricerca di questa coscienza,
non vi si trova altro che lipidi e molecole proteiche, presenti
anche in altri organi del corpo. Ciò significa che all'interno di
quel pezzo di tessuto che noi chiamiamo "cervello", non vi è nulla
che osservi e interpreti le immagini, che costituisca la coscienza
o che crei quell'essere che noi definiamo "noi stessi".
Riguardo alla percezione delle immagini nel cervello, lo studioso
della percezione R. L. Gregory parla di un errore che la gente commette:
Vi è la tentazione, da evitare, di dire che
gli occhi producono le immagini nel cervello. Un'immagine nel
cervello suggerisce il bisogno di qualche occhio interiore che
la veda -ma ciò richiederebbe un altro occhio per vedere l'immagine...
e così di seguito in un infinito regresso di occhi e immagini.
Ciò è assurdo.196
Questo problema mette in difficoltà i materialisti, i quali ritengono
che nulla sia vero tranne la materia. Chi c'è dietro l'occhio che
vede? Cosa percepisce ciò che vede, per poi reagire?
Il noto neuroscienziato cognitivista Karl Pribram si è concentrato
su questa importante questione, che riguarda tanto la scienza quanto
la filosofia, cioè, chi è che percepisce:
Fin dall'epoca dei Greci, i filosofi hanno
speculato sul "deus ex machina", il piccolo uomo all'interno del
piccolo uomo" e così via. Dov'è "io", l'entità che usa il suo
cervello? Chi è colui che compie l'atto di conoscere? Come san
Francesco d'Assisi ha detto:"Ciò che cerchiamo è ciò che vede".197
Ora pensate a questo: questo libro nelle vostre mani, la stanza
in cui vi trovate, in breve, tutte le immagini che avete di fronte
sono percepite all'interno del vostro cervello. Sono forse gli atomi,
ciechi, sordi e incoscienti, a vedere queste immagini? Perché solo
alcuni atomi hanno acquisito questa qualità, mentre non è successo
alla maggior parte? I nostri atti di pensare, comprendere, ricordare,
essere contenti, scontenti e tutto il resto consistono di reazioni
chimiche tra queste molecole?
Non ha alcun senso cercare una volontà negli atomi. È chiaro che
l'essere che vede, sente e prova emozioni è un essere sopra-materiale,
"vivo", che non è né materia, né un'immagine. Questo essere interagisce
con le percezioni di fronte a lui per mezzo del nostro corpo.
Questo essere è l'"anima".
L'essere intelligente che legge queste righe non è un assortimento
di atomi e di molecole e le reazioni chimiche tra di loro, ma un'anima.
Il Vero Essere Assoluto
Siamo così posti di fronte a una domanda molto significativa: se
il mondo che abbiamo davanti è costituito semplicemente dalla percezione
che ha la nostra anima, qual è allora la fonte di tali percezioni?
Per avere una risposta, consideriamo il fatto che percepiamo la
materia solo nella nostra immaginazione, ma non possiamo mai fare
esperienza diretta della sua controparte esterna. Dal momento che
la materia per noi è una percezione, essa è qualcosa di "costruito".
Ovverosia, deve essere stata provocata da un altro potere, cioè,
deve essere stata creata. Tale creazione, inoltre, deve essere continua.
Se così non fosse, allora tali percezioni scomparirebbero subito
e andrebbero perdute. Allo stesso modo, su un televisore l'immagine
appare solo finché si trasmette il segnale.
Allora, chi fa la nostra anima, che osserva continuamente le stelle,
la Terra, le piante, la gente, il nostro corpo e tutto ciò che cade
sotto lo sguardo?
È del tutto evidente che esiste un supremo Creatore, Che ha creato
l'intero universo materiale, e Che continua la Sua creazione incessantemente.
Poiché Egli mostra un'opera talmente magnifica, è sicuramente dotato
di un potere e di una forza eterni.
Questo Creatore rende noto a noi Sé stesso, l'universo e il motivo
della nostra esistenza attraverso il libro Che ha fatto scendere
su di noi.
Egli è Dio e il Suo Libro è il Corano.
Il fatto che i cieli e la Terra, ovverosia l'universo, non sono
stabili. La loro presenza è resa possibile solo dalla creazione
di Dio e scompariranno quando Egli decreterà fine di questa creazione.
Ciò viene rivelato come segue in un versetto:
Dio trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino,
ché, se sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori
di Lui. In verità Egli è Magnanimo, Perdonatore (Corano XXXV, 41).
Questo versetto descrive come l'universo materiale viene mantenuto
sotto la potenza di Dio. Dio ha creato l'universo, la Terra, le
montagne, e tutte le cose viventi e non viventi, e le conserva tutte
sotto la sua potenza in ogni momento. Dio manifesta il suo nome
di al-Khaliq in questo universo materiale. Dio al-Khaliq, in altre
parole il Creatore di tutte le cose, colui che crea dal nulla. Questo
mostra come ci sia un universo materiale, fuori dalla nostra mente,
consistente di entità create da Dio. Tuttavia, in forma di miracolo
e di manifestazione della natura superiore della Sua creazione e
della Sua onniscienza, Dio ci mostra l'universo materiale sotto
forma di un'"illusione", "ombra" o "immagine". In conseguenza della
perfezione nella Sua creazione, gli esseri umani non possono mai
percepire il mondo al di fuori delle proprie menti. Soltanto Dio
conosce il vero universo materiale.
Un'altra interpretazione del verso riportato sopra è che Dio mantiene
costantemente le immagini che le persone vedono dell'universo materiale
(Dio lo conosce al meglio). Se Dio non volesse mostrare alle nostre
menti le immagini dell'universo materiale, l'intero universo per
noi cesserebbe di esistere e noi non potremmo mai accedervi.
Il fatto che noi non possiamo entrare in contatto diretto con l'universo
materiale risponde anche alla domanda su "dove è Dio?", che preoccupa
così tante persone.
Come è stato menzionato all'inizio, molti non riescono a comprendere
la potenza di Dio, e quindi lo immaginano come presente da qualche
parte nei cieli e senza intervenire realmente nelle questioni terrene
(Dio è sicuramente al di sopra di esse). Questa logica si basa sull'assunzione
che l'universo sia un insieme di materia e che Dio sia "al di fuori"
dal mondo materiale.
Tuttavia, come noi non possiamo mai accedere all'universo materiale,
nemmeno possiamo avere conoscenza piena della sua vera essenza.
Tutto ciò che conosciamo è l'esistenza del Creatore Che ha portato
tutte queste cose all'esistenza -in altri termini, Dio. Per esprimere
questa verità, grandi sapienti islamici come l'Imam Rabbani hanno
detto che l'unico essere assoluto è Dio; e che tutto il resto, tranne
Lui, sono entità-ombra.
Questo perché il mondo che vediamo è interamente nelle nostre menti,
e fare esperienza diretta della sua controparte nel mondo reale
è completamente impossibile.
Stando così le cose, sarebbe sbagliato immaginare che Dio sia "fuori"
da un universo materiale al quale non possiamo accedere.
Dio è sicuramente "dappertutto" e tutto comprende. Questa verità
è enunciata nel Corano come segue:
Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra,
e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso
(Corano, 255).
Non è forse vero che dubitano dell'incontro con
il loro Signore, mentre in verità Egli abbraccia ogni cosa? (Corano
XLI, 54).
Che Dio non sia delimitato dallo spazio e che circondi tutto è
affermato in un altro versetto:
A Dio appartengono l'Oriente e l'Occidente. Ovunque
vi volgiate, ivi è il Volto di Dio. Dio è Immenso, Sapiente (Corano
II, 115).
Gli esseri materiali non possono vedere Dio; ma Egli vede la materia
che ha creato in tutte le sue forme. Nel Corano ciò è esposto con
queste parole: "Gli sguardi non Lo raggiungono,
ma Egli raggiunge tutti gli sguardi" (Corano VI, 103). Ovverosia,
noi non possiamo percepire l'esistenza di Dio con i nostri occhi,
ma Egli comprende interamente il nostro interno ed esterno, i nostri
sguardi e i nostri pensieri. Noi non possiamo pronunciare una sola
parola, né fare un respiro di cui Egli non sia a conoscenza.
 |
Il cervello è un ammasso
di cellule costituite da proteine e da molecole di grassi.
È formato da cellule nervose dette neuroni. Non c’è alcun
potere in questo pezzo di carne per osservare immagini, formare
la coscienza o creare l’essere che noi chiamiamo “io”. Da
questo si può vedere chiaramente l’esistenza dell’anima. |
Nel corso della vita, mentre contempliamo queste percezioni sensoriali
che presumiamo siano il "mondo esterno", l'essere che ci è più vicino
è Dio stesso. Il segreto del seguente versetto è celato in questa
realtà: "In verità siamo stati Noi ad aver creato
l'uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l'animo suo. Noi siamo a
lui vicini più della sua vena giugulare." (Corano L, 16) Quando
si pensa che il proprio corpo è costituito di materia, non è possibile
comprendere questo fatto importante. Se si identifica il cervello
con "se stessi", ciò che considera il "mondo esterno" inzierà a una
distanza di circa 20 o 30 centimetri. Ma quando si comprende che tutto
ciò a cui pensa come materia è in realtà solo una percezione nella
sua mente, ogni nozione di esteriore, interiore, vicino o lontano
perde di significato. Dio avvolge tutto ed è "infinitamente vicino".
Dio rende noto agli uomini che Egli è infinitamente
vicino ad essi: "Quando i miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io
sono vicino!" (Corano II, 186). A ciò fa riferimento un altro versetto:
"In verità il tuo Signore circonderà gli uomini" (Corano XVII, 60).
L'uomo è sviato se pensa che l'essere a lui più vicino sia se stesso.
Dio, in verità, è ancora più vicino a noi di noi stessi. Egli ha
richiamato la nostra attenzione su questo punto nel versetto:
"Perché mai, quando [l'anima] risale alla gola sotto i vostri occhi
e Noi gli siamo più vicini, ma non ve ne accorgete" (Corano LVI,
83-85). Gli uomini, però, vivono inconsapevoli di tale fatto
fenomenale in quanto non lo vedono con i loro occhi, come ci rivela
questo versetto.
D'altra parte, è impossibile per l'uomo, che non è altro che un
essere d'ombra, come disse Imam Rabbani, avere un potere indipendenti
da Dio. Il versetto: "Mentre è Dio che ha
creato voi e ciò che fabbricate" (Corano XXXVII, 96) mostra
che tutto ciò che sperimentiamo avviene sotto il Suo controllo.
Nel Corano, questa realtà è menzionata nel versetto: "Quando
tiravi non eri tu a farlo, ma Dio" (Corano VIII, 17) con
cui si mette in rilievo il fatto che nessun atto è indipendente
da Dio. Poiché noi esseri umani siamo esseri d'ombra, non possiamo
essere noi a compiere alcun atto. Ma Dio conferisce a noi, esseri
d'ombra, la sensazione di agire per conto nostro. In realtà, è Dio
che compie tutte le azioni.
Una persona può rifiutarsi di accettare tale realtà e può pensare
di essere indipendente da Dio; ma ciò non cambia niente.
  
194
V. I. Lenin, Materialism and Empirio-criticism, Progress Publishers,
Moscow, 1970, p. 14
195
Bertrand Russell, ABC of Relativity, George Allen and Unwin, London,
1964, pp. 161-162
196
R.L.Gregory, Eye and Brain: The Psychology of Seeing, Oxford University
Press Inc. New York, 1990, p. 9
197
Ken Wilber, Holographic Paradigm and Other Paradoxes, p. 20
|