IL SEGRETO AL DI LÀ DELLA MATERIA

L'esempio della connessione dei nervi in parallelo

Consideriamo l'esempio dell'incidente automobilistico proposto da Politzer: se si connettessero i nervi che collegano i cinque sensi al cervello della vittima ferita di quell'incidente a quelli di un'altra persona, ad esempio lo stesso Politzer, per mezzo di una congiunzione parallela, nel momento dell'urto anche quest'ultimo sarebbe colpito, per quanto comodamente seduto in casa sua. Ovverosia, tutto quanto provato dalla vittima dell'incidente sarebbe sperimentato da Politzer, come l'ascolto di una stessa canzone da due differenti altoparlanti collegati ad un unico trasmettitore. Politzer udirebbe il rumore dei freni dell'autobus, sentirebbe l'urto contro il suo corpo, vedrebbe l'immagine di un braccio rotto e del sangue, soffrirebbe per il dolore della frattura, sperimenterebbe l'ingresso nella camera operatoria, la rigidezza dell'ingessatura e la debolezza del suo braccio mentre guarisce.

Ogni persona collegata in parallelo ai nervi dell'uomo vivrebbe la stessa esperienza dell'incidente dall'inizio alla fine, proprio come Politzer. Se la vittima dell'incidente fosse caduta in coma, ciò sarebbe stato condiviso da tutti gli altri. Inoltre, se tutte le percezioni dell'incidente fossero registrate con un dispositivo e fossero poi trasmesse ripetutamente a un'altra persona, l'autobus colpirebbe quest'ultima molte volte.

In tal caso, quale dei due autobus sarebbe quello reale? A questa domanda i filosofi materialisti non possono rispondere in maniera coerente. La risposta esatta sarebbe che tutti sperimentano l'incidente in tutti i suoi dettagli nella loro mente.

Lo stesso principio può essere applicato ai nostri altri esempi. Se i nervi sensori di Engels, che ha provato un senso di sazietà dopo aver mangiato la torta, fossero connessi in parallelo al cervello di un'altra persona, questa si sentirebbe piena come Engels. Se i nervi del materialista Johnson, che ha provato dolore al piede dopo avere calciato un sasso, fossero collegati ad un altro, anche quest'ultimo sentirebbe se stesso che prende a calci lo stesso sasso e proverebbe lo stesso dolore.

Così, quale torta è quella vera? Anche in questo caso la filosofia materialista è incapace di fornire la risposta adeguata, ovverosia, sia Engels che l'altro hanno mangiato la torta e si sono saziati nella loro mente; sia Johnson che la seconda persona hanno avuto una totale esperienza del calcio alla pietra nella loro mente.

Facciamo uno scambio nel nostro esempio precedente: connettiamo i nervi dell'uomo colpito dall'autobus al cervello di Politzer e i nervi di quest'ultimo, che siede pacificamente in casa, a quelli della vittima dell'incidente. In questo caso, Politzer penserà che un autobus lo abbia colpito; l'altro, invece, non proverà mai l'impatto dell'incidente e penserà di essere seduto in casa di Politzer. La stessa logica può essere applicata agli esempi della torta e della pietra.

Tutto ciò rivela quanto sia dogmatico in realtà il materialismo. La sua filosofia si fonda sull'assunto che nulla esiste tranne la materia. In realtà, però, nessuno può mai sperimentare un contatto diretto con la materia, e quindi avere ragione nel dire che tutto consiste di materia. L'universo che noi contattiamo è l'universo che percepiamo nelle nostre menti. Il famoso filosofo britannico David Hume ha scritto a tale proposito:

Da parte mai, quando penetro più intimamente in ciò che chiamo "me stesso", mi imbatto sempre in una percezione specifica concernente il freddo o il caldo, la luce o l'ombra, l'amore o l'odio, il dolore o il piacere. Non riesco mai a cogliere me stesso in un qualunque momento senza di una percezione, e non reiesco mai a osservare alcunché se non una percezione.201

Non possiamo mai uscire da queste percezioni per incontrare la materia "così com'è", quindi è del tutto assurdo costruire una filosofia riguardante la materia come ente assoluto che sperimentiamo direttamente. Come teoria, il materialismo è totalmente privo di fondamento, propria alla radice.

La formazione di percezioni nel cervello non è una realtà filosofica, ma scientifica

I materialisti affermano che quanto è stato sin qui esposto sia un punto di vista filosofico. Ma è un fatto semplice e scientifico, che non possiamo interagire con il mondo "materiale" esterno, ma solo con un modo che si trova dentro il nostro cervello. Non è una questione filosofica. Tutte le scuole mediche insegnano in dettaglio come si formano le immagini e le sensazioni nel cervello. I fatti dimostrati dalla scienza del XX secolo, in particolare dalla fisica, dimostrano chiaramente che noi non possiamo mai arrivare all'originale della materia fisica e che tutti, in un certo senso, contemplano lo "schermo" nel loro cervello.

Chiunque abbia fiducia nella scienza, sia ateo, buddista o appartenente a qualsivoglia credo, deve accettare questo fatto. Un materialista può negare l'esistenza di Dio, ma non questa realtà scientifica.

L'incapacità di Karl Marx, Friederich Engels, George Politzer e di molti altri di comprendere un fatto talmente semplice ed evidente è ancora sorprendente, per quanto il livello di comprensione scientifica e le possibilità del loro tempo fossero primitive e insufficienti. La nostra scienza e tecnologia, estremamente avanzate, rendono ancora più facile capire questo fatto esplicito. I materialisti, d'altra parte, sono paralizzati dalla paura di comprendere, anche in parte, questo fatto e quindi di rendersi conto che demolisce completamente la loro filosofia.

La grande paura dei materialisti

a) LUCE
b) SEGNALE ELETTRICO
c) LA VISIONE DELLO SCENARIO COSTITUITA DA
SEGNALI ELETTRICI

Chi guarda una scena fuori dalla finestra non vede realmente un’immagine che è al di fuori di sé, ma piuttosto un’immagine che appartiene allo scenario del proprio cervello.

La luce che raggiunge gli occhi viene convertita in segnali elettrici dalle cellule presenti nell’occhio stesso e trasmessa al centro della visione sul retro del cervello. Una “coscienza” all’interno del cervello riceve i segnali elettrici che entrano nel cervello e li percepisce come scenario.

Per un certo periodo, non si ebbe alcuna reazione sostanziale da parte dei circoli materialisti turchi contro il tema di questo libro, ovvero, il fatto che la materia sia una semplice percezione. Ciò ha creato in noi l'impressione che quanto affermato non fosse sufficientemente chiaro e che fosse necessaria un'ulteriore spiegazione. Dopo breve tempo, tuttavia, fu evidente che i materialisti provavano un forte disagio di fronte alla popolarità di questo soggetto e ne avevano grande paura.

Iniziarono quindi a esprimere rumorosamente e pubblicamente il loro timore e il loro panico attraverso pubblicazioni, conferenze e discussioni pubbliche. La loro agitazione e disperazione rivela la sofferenza dovuta a una grave crisi intellettuale. Il collasso scientifico della teoria dell'evoluzione, la cosiddetta base della loro filosofia scientifica, ha già provocato un grave shock in loro. Poi hanno iniziato subirne uno ancora più grave, comprendendo che stavano perdendo la loro fede nella stessa supremazia assoluta della materia, la quale rappresenta un sostegno ben più importante del darwinismo. Hanno dichiarato che per loro, la qutione costituisce una "tremenda minaccia" che "distrugge totalmente la loro struttura culturale".

Tra coloro che con maggior evidenza hanno espresso questa ansietà e panico provati dai circoli materialisti si deve ricordare Renan Pekünlü, noto accademico e autore di numerosi articoli su Bilim ve Ütopya (Scienza e utopia), un periodico che si è assunto il compito di difendere il materialismo. Sia nei suoi articoli che in numerose discussioni pubbliche Pekünlü ha presentato il nostro libro L'inganno dell'evoluzione come la "minaccia" principale. Ciò che più lo ha disturbato non sono stati tanto i capitoli dedicati alla confutazione del darwinismo, ma la parte che ora state leggendo. Pekünlü ha ammonito i suoi quattro lettori "non lasciarsi sviare dall'indottrinamento dell'idealismo e di mantenere la propria fede nel materialismo", prendendo a modello Vladimir I. Lenin, il leader della sanguinosa rivoluzione russa. Invitando tutti a leggere il libro di Lenin, scritto un secolo fa e intitolato Materialismo e empiriocriticismo, Pekünlü non ha fatto altro che ripetere il consiglio di Lenin: "non pensate oltre a questo problema, altrimenti perderete le tracce del materialismo e sarete trascinati via dalla religione". In un articolo pubblicato sulla suddetta rivista, Pekünlü ha citato le seguenti parole di Lenin:

Dal momento che negate la realtà obiettiva che ci è data dalla sensazione, perdete ogni arma contro il fideismo (l'affidamento alla sola fede), poiché siete già scivolati nell'agnosticismo o nel soggettivismo; e al fideismo non occorre altro... Se ti lasci prendere un dito, ti prenderanno tutta la mano. E i nostri machisti (i seguaci del machismo, una filosofia positivista moderna) si sono lasciati prendere dall'idealismo, cioè dal fideismo attenuato, affinato, dal momento che hanno considerato la "sensazione" non come un'immagine del mondo esterno, ma come un elemento particolare. Sensazioni di nessuno, psiche di nessuno, spirito di nessuno, volontà di nessuno. 202

Queste parole dimostrano esplicitamente che quanto Lenin comprese con preoccupazione e volle eliminare dalla sua mente e da quella dei suoi "compagni" disturba parimenti i materialisti contemporanei. Pekünlü e gli altri materialisti, tuttavia, sono ancora più a disagio, in quanto sono consci del fatto che questa realtà viene ora presentata in maniera molto più esplicita, certa e convincente di cento anni fa. Per la prima volta nella storia, tale teoria è stata spiegata in modo così inconfutabile.

Eppure un gran numero di scienziati materialisti continua a prendere una posizione molto superficiale nei confronti del fatto che non si può raggiungere la materia in sé. Il tema illustrato in questo capitolo è uno tra i più importanti e entusiasmanti che si possano incontrare. E' improbabile che questi scienziati abbiano affrontato prima un argomento talmente cruciale, ma le reazioni di questi scienziati e le posizioni che prendono nei loro discorsi e nei loro articoli indicano quanto sia superficiale la loro comprensione.

Le reazioni di alcuni materialisti indicano che la loro cieca adesione al materialismo ha provocato un danno alla loro logica e per questa ragione sono molto distanti dalla comprensione di questo argomento. Per esempio, Alaeddin Þenel, come Renan Pekünlü, accademico e scrittore per Bilim ve Ütopya, dicendola detto: "Dimenticate il fallimento del darwinismo, l'argomento veramente minaccioso è questo", e avanzando richieste del tipo: "provate ciò che dite!", intuendo la mancanza di basi della sua stessa filosofia. Di maggior interesse è il fatto che gli scritti di questo autore rivelano la sua incapacità di comprendere ciò che egli considera una minaccia.

A riprova, in un articolo dedicato all'esclusiva discussione di questo argomento, Þenel ammette che il cervello percepisce il mondo esteriore sotto forma d'immagine; nondimeno, egli prosegue affermando che le immagini sono divise in due categorie: quelle che hanno correlati fisici e quelle che non le hanno; e dice che possiamo davvero raggiungere i correlati fisici delle immagini che appartengono al mondo esterno. Per sostenere la sua affermazione, egli scrive: "Non so se le immagini nel mio cervello abbiano correlati esterni oppure no, ma la stessa cosa accade quando parlo al telefono. In questo caso, non vedo la persona con cui sto parlando, tuttavia la mia conversazione può essere confermata più tardi, nel momento in cui incontro il mio interlocutore di persona."203

Ciò che intende veramente dire è che, se dubitiamo delle nostre percezioni, ci possiamo rivolgere alla loro origine e verificarne realtà". Ciò è, tuttavia, un'evidente errore d'interpretazione, in quanto è per noi impossibile pervenire alla materia stessa. Non possiamo mai uscire dalle nostre menti per raggiungere ciò che si trova "all'esterno". La voce al telefono ha un correlato obiettivo o no? Possiamo confermarlo, incontrando la persona con cui abbiamo parlato al telefono. Nondimeno, tale dimostrazione è anch'essa sperimentata nella mente!

In realtà, questi autori vivono gli stessi eventi anche in sogno. Per esempio, Þenel può sognare di parlare al telefono e poi può farsi confermare la telefonata dal suo interlocutore. Oppure Pekünlü potrebbe sognare di fronteggiare una "seria minaccia" e di consigliare alla gente di leggere un libro di Lenin risalente a un secolo fa. Nondimeno, indipendentemente dalla loro volontà, questi materialisti non potranno mai negare il fatto che gli eventi di cui sono stati protagonisti e le persone con le quali hanno parlato nel corso dei loro sogni non sono altro che percezioni per loro.

Chi, dunque, potrà confermare i correlati delle immagini nel cervello? Gli esseri-ombra che la gente vede nei loro centri della vista? I materialisti non sono in grado di trovare una fonte d'informazione "esterna" che possa confermare le informazioni all'esterno del cervello.

Se qualcuno concede che tutte le immagini si formino nel cervello, ma continua a presumere che sia possibile "uscire" da esso ottenendo in tal modo delle conferme dal mondo esterno, ecco, questo rivela il fatto che la capacità percettiva della persona è limitata e che la sua ragione è distorta.

Nondimeno, i fatti descritti qui possono essere facilmente intesi da una persona dotata di un normale livello di comprensione e ragionamento. Chiunque sia libero da pregiudizi sa, in relazione a tutto quanto si è detto, che non è possibile raggiungere il mondo esterno per mezzo dei sensi. Appare quindi chiaro che la cieca adesione al materialismo altera la facoltà raziocinativa degli uomini. I materialisti contemporanei commettono gravi errori di logica proprio come i loro mentori, i quali tentarono di "provare" di poter raggiungere l'originale della materia prendendo a calci i sassi o mangiando torte.

Questa non è una situazione straordinaria. L'incapacità a intendere, cioè interpretare il mondo e gli eventi con un ragionamento decente, è un tratto comune a tutti i miscredenti. Nel Corano, Dio in particolare dice che essi sono

"gente che non comprende" (Corano V, 58).

I materialisti sono caduti nella più grande trappola della storia

L'atmosfera di panico che pervade i circoli materialisti in Turchia, di cui abbiamo menzionato solo pochi esempi, mostra come essi paventino una sconfitta totale. La scienza moderna ha dimostrato che noi non possiamo pervenire all'originale della materia e questo si può dire in maniera molto chiara, semplice e diretta. I materialisti vedono che il mondo materiale, su cui basano tutta la loro filosofia, si trova oltre una frontiera percettiva che loro non potranno mai varcare. Davanti a ciò, non c'è nulla che possano fare. Nel corso della storia dell'umanità il pensiero materialista è sempre esistito. Sicuri di se stessi e della filosofia, i materialisti si sono ribellati contro Dio Che li aveva creati. Hanno sostenuto che la materia era eterna, e che non poteva affatto avere un Creatore. Mentre a causa della loro arroganza negavano Dio, trovavano ricetto nella solo materia, con cui sostenevano di essere a diretto contatto. Così sicuri erano di questa filosofia, che credevano che nessun argomento lo avrebbe mai potuto smentire.

Questa è la ragione per cui i fatti detti in questo libro in riferimento alla vera natura della materia ha così sorpreso questa gente. Ciò che abbiamo detto distrugge le basi stesse della loro filosofia e non lascia spazio ad alcuna discussione. La materia, sulla quale essi fondano il loro pensiero, la loro vita, la loro arroganza e il loro rifiuto, scompare d'improvviso. Nessun essere umano ha mai visto la materia come "realmente" è, quindi non vi si può basare alcuna filosofia.

Uno degli attributi di Dio è il Suo complottare contro i miscredenti, come è espresso nel versetto: "Essi tramavano intrighi e Dio tesseva strategie. Dio è il migliore degli strateghi" (Corano VIII, 30).

Dio ha intrappolato i materialisti facendogli credere che la materia abbia un'esistena assoluta e in tal modo li ha umiliati in una maniera mai vista prima. I materialisti pensano che quanto possiedono, il loro status, la loro posizione, la società a cui appartengono, il mondo intero siano assoluti. Inoltre, appoggiandosi a tali cose, sono diventati arroganti verso Dio. Si sono ribellati contro di Lui a causa della loro vanagloria e hanno accresciuto la loro miscredenza. Facendo così, si sono affidati a una totale convinzione nella natura assoluta della materia. Eppure, la loro capacità intellettiva è così scarsa che non arrivano neppure a pensare che Dio li circonda da ogni parte. Dio annuncia lo stato a cui i miscredenti sono condotti per la loro stoltezza:

Vogliono tramare un'insidia? Saranno piuttosto i miscredenti ad essere ingannati. (Corano LII, 42).

Questa è probabilmente la loro più grande sconfitta storica. Mentre la loro arroganza aumentava spontaneamente, i materialisti sono stati illusi e hanno subito una grave sconfitta nella guerra contro Dio allevando qualcosa di mostruoso in opposizione a Lui. Il versetto "Così, in ogni città, facemmo capi i suoi peccatori più grandi, affinché ordiscano in essa le loro trame. Ma tramano solo contro loro stessi e non ne sono coscienti" (Corano VI, 123) mostra l'inconsapevolezza di coloro che si rivoltano contro il nostro Creatore e la fine che li aspetta. A ciò fa riferimento anche un altro versetto:

Cercano di ingannare Dio e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono (Corano II, 9).

Mentre i miscredenti tentano di complottare, non comprendono il fatto importantissimo che tutto ciò che sperimentano è in realtà sperimentato nei loro cervelli e tutti i complotti da essi orditi si formano semplicemente nei loro cervelli, alla stregua di ogni altra loro azione. La follia li ha resi dimentichi di essere soli con Dio e di essere quindi intrappolati all'interno dei loro piani disonesti.

Non meno dei miscredenti del passato, anche i contemporanei devono affrontare una realtà destinata a distruggere dalle fondamenta le loro trame inique. Con il versetto "... deboli sono le astuzie di Satana" (Corano IV, 76), Dio ha affermato che questi complotti sono destinati a fallire sin dal giorno della loro macchinazione, dandone la buona novella ai credenti nel versetto "... i loro inganni non vi procureranno alcun male" (Corano III, 120).

In un altro versetto, Dio dice: "Quanto a coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un miraggio in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua e poi, quando vi giunge, non trova nulla;... " (Corano XXIV, 39). Anche il materialismo presenta un miraggio per i ribelli; quando ricorrono al materialismo, scoprono che la sua filosofia non è nulla se non un'illusione. Dio li ha ingannati con tale miraggio, facendo percepire loro la materia come se fosse un assoluto. Tutti questi "eminenti" professori, astronomi, biologi, fisici e tutti gli altri, indipendentemente dal loro rango, sono ingannati e umiliati, in quanto ergono la materia a loro dio. Fondando la loro filosofia e ideologia sull'assolutezza della materia, alla cui essenza non potranno mai pervenire, si sono lasciati coinvolgere in discussioni serie, adottando un cosiddetto discorso "intellettuale". Si considerano abbastanza saggi da dibattere la verità dell'universo e, cosa ben più rilevante, da interpretare Dio valendosi della loro intelligenza limitata. Dio parla della loro situazione nel versetto seguente:

E [i miscredenti] essono strategie e anche Dio ne tesse. Dio è il migliore degli strateghi (Corano III, 54).

È possibile sfuggire ad alcuni complotti nel mondo; nondimeno, il piano di Dio contro i miscredenti è talmente fermo da non lasciare via di fuga. Indipendentemente da ciò che essi faranno o a chi si appelleranno, non troveranno alcun aiuto all'infuori di Dio. Come Egli ci rende noto nel Libro: "non troveranno, oltre ad Dio, né patrono né alleato" (Corano IV, 173).

I materialisti non si sarebbero mai aspettati di cadere in tale trappola. Avendo a disposizione tutti i mezzi del ventunesimo secolo, hanno creduto di poter avanzare ostinatamente nella loro negazione traendo gente alla miscredenza. La loro perenne mentalità e la fine che li attende sono descritte nel Corano:

Ordirono una trama e Noi ordimmo una trama senza che se ne accorgessero. Guarda cosa ne è stato della loro trama: li facemmo perire insieme con tutto il loro popolo (Corano XXVII, 50-51).

Questo è, in un altro senso, il significato di quanto affermato in questi versetti: i materialisti adesso sentono dire che tutto quanto essi possiedono sta semplicemente dentro i loro cervelli, e così, tutto ciò che possiedono è diventato privo di valore. Nel momento in cui osservano che tutte le loro proprietà, le loro fabbriche, l'oro, i soldi, i figli, i consorti, gli amici, il rango e la posizione, il loro stesso corpo, in altre parole tutto quanto credono che esista, sfugge via dalle loro mani, essi, in un certo qual modo, "periscono". Si trovano faccia a faccia con il fatto che Dio, non la materia, è l'unico assoluto.

Comprendere questa verità è la peggior cosa possibile per i materialisti. La materia in cui hanno riposto tanta fade è separata da loro da una barriera impenetrabile, e ciò equivale, secondo il loro linguaggio, a "morire prima di morire" in questo mondo.

Ciò li lascia in completa solitudine con Dio. Con il versetto "LasciaMi solo con colui che ho creato" (Corano LXXIV, 11) Egli ha richiamato la nostra attenzione sul fatto che ogni essere umano è, in realtà, del tutto solo presso di Lui. Questa verità è richiamata in molti altri versetti:

Siete venuti a Noi da soli, come vi abbiamo creati la prima volta. Quello che vi abbiamo concesso lo avete gettato dietro le spalle... (Corano VI, 94).

E nel Giorno della Resurrezione ognuno si presenterà da solo davanti a Lui (Corano XIX, 95).

Questi versetti possono essere interpretati anche nel modo seguente: coloro che prendono la materia a loro dio provengono da Dio e a Lui ritornano. Essi si sono sottomessi a Dio, volenti o nolenti. Ora attendono il Giorno del Giudizio, nel quale ognuno di essi sarà chiamato a rendere conto. Per quanto si rifiutino di comprenderlo...

L'importanza di questo argomento

E' della massima importanza comprendere correttamente il segreto che vi è dietro la materia, presentato in questo capitolo. Le montagne, le pianure, i fiori il mare - in breve, qualunque cosa che vediamo, e della cui esistenza Dio ci informa nel Corano e che Egli ha creato dal nulla, è stato creato ed effettivamente esiste. Tuttavia, le persone non possono vedere, sentire o percepire la reale natura di queste entità per mezzo dei propri organi di senso. Quelle che vedono e sentono sono soltanto copie che appaiono nei loro cervelli: questo è un fatto scientifico, insegnato in qualunque corso di medicina. La stessa cosa vale per il libro che state leggendo in questo momento: non potete vedere o toccare la sua reale natura. La luce riflessa dal libro originale è trasformata, da alcune cellule dei vostri occhi, in impulsi elettrici, che vengono quindi inviati al centro della visione nella parte posteriore della vostra testa. E' lì che viene creata la visione del vostro libro. In altre parole, voi non state leggendo con i vostri occhi un libro che è davanti ai vostri occhi: in realtà, questo libro è creato nel centro visivo del vostro cervello. Il libro che state leggendo è una "copia del libro", che si trova vostro cervello. Il libro originale è visto da Dio.

Si dovrebbe ricordare, tuttavia, che il fatto che la materia sia un'illusione che si forma nel nostro cervello non "rifiuta" la materia, ma ci dà delle informazioni sulla sua reale natura: che nessuna persona può avere contatto diretto con l'originale. Inoltre, la materia all'esterno è non viene vista soltanto da noi, ma anche da altre creature: gli angeli che Dio ha incaricato di essere, anche loro, osservatori e testimoni del mondo:

Quando i due che registrano seduti alla sua destra e alla sua sinistra, raccoglieranno [il suo dire], [l'uomo] non pronuncerà nessuna parola senza che presso di lui ci sia un osservatore solerte (Corano L, 17-18).

Sopattutto, Dio vede tutto. Ha creato questo mondo con tutti i suoi dettagli, e lo vede in tutti i suoi stati. Come ci informa nel Corano,

... Temete Allah e sappiate che in verità Egli osserva quello che fate (Corano II, 233).

Di': " Dio è testimone sufficiente tra me e voi".In verità Egli è ben informato e osserva i Suoi servi (Corano XVII, 96).

Non si deve dimenticare che Dio tiene il registro di tutto in un libro chiamato Lawh Mahfuz (la Tavola Preservata). Anche se non vediamo tutte le cose, esse si trovano nel Lawh Mahfuz. Dio rivela che tiene il registro di tutto nella "Madre del Libro" chiamata Lawh Mahfuz, nei seguenti versetti:

Esso è presso di Noi, nella Madre del Libro, sublime e colmo di saggezza (Corano XLIII, 4).

... presso di Noi c'è un Libro che conserva [ogni cosa] (Corano L, 4).

Non c'è nulla di occulto nel cielo e sulla terra che non sia in un Libro chiarissimo (Corano XXVII, 75).

 

201 Paul Davies, Tanrý ve Yeni Fizik (God and The New Physics), tradotto da Murat Temelli, Im Publishing, Istanbul 1995, s.180-181
202 Rennan Pekünlü, "Aldatmacanýn Evrimsizliði", (Non-Evolution of Deceit) Bilim ve Ütopya, December 1998 (V. I. Lenin, Materialism and Empirio-criticism, Progress Publishers, Moscow, 1970, pp. 334-335)
203 Alaettin Þenel, "Evrim Aldatmacasý mý? Devrin Aldatmacasý mý?", (“L’evoluzion un inganno, o l’inganno dell’epoca?”) Bilim ve Ütopya, dicembre 1998