RELATIVITA DEL TEMPO E REALTA DEL FATO
L'esempio della connessione dei nervi in parallelo
Consideriamo l'esempio dell'incidente automobilistico
proposto da Politzer: se si connettessero i nervi che collegano
i cinque sensi al cervello della vittima a quello di un'altra persona,
ad esempio lo stesso Politzer, per mezzo di una congiunzione parallela,
nel momento dell'urto anche quest'ultimo sarebbe colpito, per quanto
comodamente seduto in casa sua. Ovverosia, tutto quanto provato
dalla vittima dell'incidente sarebbe sperimentato da Politzer, come
l'ascolto di una stessa canzone da due differenti altoparlanti collegati
ad un unico trasmettitore. Politzer sentirebbe, vedrebbe e sperimenterebbe
il rumore dell'autobus, l'urto contro il suo corpo, l'immagine di
un braccio rotto e del sangue, il dolore della frattura, l'ingresso
nella camera operatoria, la rigidezza dell'ingessatura e la debolezza
del suo braccio.
Ogni persona collegata in parallelo ai nervi dell'uomo vivrebbe
la stessa esperienza dell'incidente dall'inizio alla fine, proprio
come Politzer. Se la vittima dell'incidente fosse caduta in coma,
ciò sarebbe stato condiviso da tutti gli altri. Inoltre, se tutte
le percezioni dell'incidente fossero registrate con un dispositivo
e fossero poi trasmesse ad un'altra persona, l'autobus colpirebbe
quest'ultima molte volte. In tal caso, quale degli autobus sarebbe
quello reale? A questa doÝnvia la filosofia materialista non può
rispondere. La risposta esatta sarebbe che tutti sperimentano l'incidente
in tutti i suoi dettagli nella loro mente.
Lo stesso principio può essere applicato agli esempi
della torta e del sasso. Se i nervi degli organi di senso di Engels,
che ha provato un senso di sazietà dopo aver mangiato la torta,
fossero connessi in parallelo al cervello di un'altra persona, questa
si sentirebbe piena come Engels. Se i nervi di Johnson, che ha provato
dolore al piede dopo avere calciato un sasso, fossero collegati
ad un altro, anche quest'ultimo proverebbe la stessa sensazione.
Così, quale torta o quale sasso è quello vero? Anche in questo caso
la filosofia materialista è incapace di fornire la risposta adeguata,
ovverosia, sia Engels che l'altro hanno mangiato la torta nella
loro mente e si sono saziati; sia Johnson che la seconda persona
hanno avuto una totale esperienza del calcio alla pietra nella loro
mente.
Operiamo ora un cambiamento nell'esempio di Politzer:
connettiamo i nervi dell'uomo colpito dall'autobus al cervello di
Politzer e i nervi di quest'ultimo, che siede pacificamente in casa,
a quelli della vittima dell'incidente. In questo caso, Politzer
penserà che un autobus lo abbia colpito, sebbene fosse seduto in
casa; l'altro, invece, non proverà mai l'impatto dell'incidente
e penserà di essere seduto in casa di Politzer. La stessa logica
può essere applicata agli esempi della torta e della pietra.
Come abbiamo visto, non è possibile all'uomo trascendere
i suoi sensi e liberarsene. Per questo riguardo, l'anima dell'uomo
può essere soggetta a tutti i tipi di rappresentazioni, per quanto
non abbia un corpo fisico, non abbia un'esistenza materiale e sia
priva di peso materiale. Non è possibile all'uomo comprendere questo,
in quanto egli considera reali le immagini tridimensionali della
cui esistenza è assolutamente certo, ognuno dipende infatti da percezioni
provocate per essere avvertite dagli organi sensoriali.
Il famoso filosofo britannico David Hume ha scritto
a tale proposito:
Parlando apertamente, quando includo
me stesso in ciò che chiamo "me stesso", mi imbatto sempre
in una percezione specifica concernente il freddo o il caldo, la
luce o l'ombra, l'amore o l'odio, l'amaro o il dolce o altre nozioni.
Senza l'esistenza di una percezione, non potrei mai cogliere me
stesso in un momento particolare o osservare alcunché se
non una percezione..1
La formazione di percezioni nel cervello non è
una realtà
filosofica, ma scientifica
I materialisti affermano che quanto è stato sin qui esposto sia
un punto di vista filosofico. Sostenere, tuttavia, che il cosiddetto
"mondo esterno" è una serie di percezioni non è una questione
filosofica, ma un chiaro fatto scientifico. Come l'immagine e la
sensazione si formino nel cervello viene insegnato dettagliatamente
in tutte le scuole di medicina. Questi fatti, provati dalla scienza
del XX secolo, in particolare dalla fisica, dimostrano chiaramente
che la materia non ha alcuna realtà assoluta e che tutti, in un
certo senso, contemplano lo "schermo nel loro cervello".
Chiunque abbia fiducia nella scienza, sia ateo, buddista o appartenente
a qualsivoglia credo, deve accettare questo fatto. Un materialista
può negare l'esistenza di un Creatore, ma non questa realtà scientifica.
L'incapacità di Karl Marx, Friederich Engels, Georges Politzer
e di molti altri di comprendere un fatto talmente semplice ed evidente
è ancora sorprendente, per quanto il livello di comprensione scientifica
e le possibilità del loro tempo fossero insufficienti. Al giorno
d'oggi, la scienza e la tecnologia hanno compiuto progressi enormi
e le recenti scoperte ne hanno facilitato la cognizione. I materialisti,
d'altra parte, temono la veridicità di questo fatto, per quanto
parzialmente, in quanto riconoscono le conseguenze disastrose che
ciò apporterebbe alla loro filosofia.
La grande paura dei materialisti
Per un certo periodo, non si ebbe alcuna reazione sostanziale da
parte dei circoli materialisti turchi contro il tema di questo libro,
ovvero, il fatto che la materia sia una semplice percezione. Ciò
ha creato in noi l'impressione che quanto affermato non fosse sufficientemente
chiaro e che fosse necessaria un'ulteriore spiegazione. Dopo breve
tempo, tuttavia, fu evidente che i materialisti provavano un forte
disagio di fronte alla popolarità di questo soggetto e ne avevano
grande paura.
Iniziarono quindi a esprimere pubblicamente il loro timore e il
loro panico attraverso pubblicazioni, conferenze e discussioni pubbliche.
La loro agitazione e disperazione rivela la sofferenza dovuta a
una grave crisi intellettuale. Il collasso scientifico della teoria
dell'evoluzione, la cosiddetta base della loro filosofia, ha già
provocato un grave shock in loro. Ora iniziano a comprendere che
la materia stessa gli sta sfuggendo, la quale rappresenta un sostegno
ben più importante del darvinismo, e in questo caso lo shock è addirittura
maggiore. Dichiarano che questa questione è "il più grande
pericolo" che li sovrasta e che "distrugge totalmente
la loro struttura culturale".
Tra coloro che con maggior evidenza hanno espresso questa ansietà
e panico provati dai circoli materialisti si deve ricordare Rennan
Pekünlü, noto accademico e autore di numerosi articoli su Bilim
ve Utopya (Scienza e utopia), un periodico che si è assunto il compito
di difendere il materialismo. Sia nei suoi articoli che in numerose
discussioni pubbliche Pekunlu ha presentato il libro L'inganno dell'evoluzione
come la "minaccia" principale per il materialismo. Ciò
che più lo ha disturbato non sono stati tanto i capitoli dedicati
alla confutazione del darvinismo, ma la parte che ora state leggendo.
Ai suoi lettori e (solo una minima parte) ai suoi ascoltatori, Pekünlü
ha trasmesso il messaggio di "non lasciarsi sviare dall'indottrinamento
dell'idealismo e di mantenere la propria fede nel materialismo",
prendendo a modello Vladimir I. Lenin, il leader della sanguinosa
rivoluzione russa. Invitando tutti a leggere l'anacronistico libro
di Lenin intitolato Materialismo ed empiriocriticismo, Pekünlü non
ha fatto altro che ripetere il consiglio di Lenin: "Non pensate
oltre a questo problema, altrimenti perderete le tracce del materialismo
e sarete trascinati via dalla religione". In un articolo pubblicato
sulla suddetta rivista, Pekünlü ha citato le seguenti parole di
Lenin:
Dal momento che negate la realtà obiettiva
che ci è data dalla sensazione, perdete ogni arma contro il fideismo,
poiché siete già scivolati nell'agnosticismo o nel soggettivismo;
e al fideismo non occorre altro... Se ti lasci prendere un dito,
ti prenderanno tutta la mano. E i nostri machisti si sono lasciati
prendere dall'idealismo, cioè dal fideismo attenuato, affinato,
dal momento che hanno considerato la "sensazione" non
come un'immagine del mondo esterno, ma come un elemento particolare.
Sensazioni di nessuno, psiche di nessuno, spirito di nessuno,
volontà di nessuno: ecco dove si va inevitabilmente a finire se
non si riconosce la teoria materialistica della realtà obiettiva
del mondo esterno, riflessa nella coscienza dell'uomo.2
Queste parole dimostrano esplicitamente che quanto Lenin comprese
con preoccupazione e volle eliminare dalla sua mente e da quella
dei suoi "compagni" disturba parimenti i materialisti
contemporanei. Pekünlü e gli altri materialisti, tuttavia, sono
sottoposti a una grande pressione, in quanto sono consci del fatto
che questa realtà viene ora presentata in maniera molto più esplicita,
certa e convincente di cento anni fa. Per la prima volta nella storia,
tale teoria è stata spiegata in modo così indiscutibile.
Il quadro generale mostra, nondimeno, come un gran numero di scienziati
materialisti continuino a prendere una posizione molto superficiale
nei confronti del fatto che "la materia non sia altro che un'illusione".
Il tema illustrato in questo capitolo è uno tra i soggetti più importanti
e entusiasmanti che si possano incontrare nella vita. Non vi è alcuna
possibilità che essi abbiano affrontato prima un argomento talmente
cruciale. Le reazioni di questi scienziati o le maniere da essi
impiegate nei loro discorsi e nei loro articoli indicano quanto
sia superficiale la loro comprensione.
La cieca adesione al materialismo ha provocato un danno alla loro
logica e per questa ragione sono molto distanti dalla comprensione
di questo soggetto. Per esempio, Alaatin Senel, accademico e scrittore
per Bilim ve Ütopya, ha inviato messaggi simili a quelli
di Rennan Pekünlü, dicendo: "Dimenticate il fallimento del
darvinismo, l'argomento veramente minaccioso è questo", e avanzando
richieste del tipo: "provate ciò che dite!", intuendo
la mancanza di basi della sua filosofia. Di maggior interesse è
il fatto che gli scritti di questo autore rivelano la sua incapacità
di comprendere ciò che egli considera una minaccia.
A riprova, in un articolo dedicato all'esclusiva discussione di
questo soggetto, Senel ammette che il mondo esteriore sia percepito
nel cervello sotto forma d'immagine; nondimeno, egli prosegue affermando
che le immagini sono divise in due gruppi, determinati dalla presenza
o meno di correlati fisici, il cui possesso spetta unicamente a
quelle appartenenti al mondo esterno. Per sostenere la sua affermazione,
egli adduce "l'esempio del telefono": "Non so se
le immagini nel mio cervello abbiano correlati esterni oppure no,
ma la stessa cosa accade quando parlo al telefono. In questo caso,
non vedo la persona con cui sto parlando, tuttavia la mia conversazione
può essere confermata nel momento in cui incontro il mio interlocutore
di persona."3
Con questa affermazione, l'autore intende dire: "Se dubitiamo
delle nostre percezioni, volgiamoci alla materia stessa e verifichiamone
la realtà". Ciò è, tuttavia, un'evidente errore d'interpretazione,
in quanto è per noi impossibile pervenire alla materia stessa. Non
possiamo mai uscire dalla nostra mente e conoscere ciò che si trova
"all'esterno". Se la voce al telefono abbia oppure no
un correlato può essere confermato dalla persona al telefono. Nondimeno,
tale dimostrazione è un'immagine sperimentata dalla mente.
In realtà, costoro vivono gli stessi eventi anche in sogno. Per
esempio, Senel, nel corso della sua attività onirica, può immaginare
di parlare al telefono e di ottenere in seguito la conferma dal
suo interlocutore. Oppure Pekünlü potrebbe sognare di fronteggiare
una "seria minaccia" e di consigliare alla gente di leggere
un libro di Lenin risalente a un secolo fa. Nondimeno, indipendentemente
dalla loro volontà, questi materialisti non potranno mai negare
il fatto che gli eventi di cui sono stati protagonisti e le persone
con le quali hanno parlato nel corso dei loro sogni non sono altro
che percezioni.
Da chi, dunque, si potranno ottenere conferme se le immagini nel
cervello abbiano correlati oppure no? Dalle ombre oscure che in
esso albergano? Senza dubbio, i materialisti non sono in grado di
trovare una fonte d'informazione che possa fornire dei dati concernenti
ciò che si trova all'esterno del cervello e confermarli.
Pur concedendo che tutte le immagini si formino nel cervello, accettare
che sia possibile "uscire" da esso ottenendo in tal modo
delle conferme dal mondo esterno, rivela il fatto che la capacità
percettiva della persona è limitata e che la sua ragione è distorta.
Nondimeno, l'oggetto di questa trattazione può essere facilmente
inteso da una persona dotata di un normale livello di comprensione
e ragionamento. Chiunque sia libero da pregiudizi sa, in relazione
a tutto quanto si è detto, che non è possibile verificare l'esistenza
del mondo esterno per mezzo dei sensi. Appare quindi chiaro che
la cieca adesione al materialismo altera la facoltà raziocinativa
degli uomini. Per questa ragione, i materialisti contemporanei commettono
gravi errori di logica proprio come i loro mentori, i quali tentarono
di "provare" l'esistenza della materia prendendo a calci
i sassi o mangiando torte.
Deve essere inoltre ricordato che questa non è una situazione straordinaria,
in quanto l'incapacità a intendere è un tratto comune di tutti i
miscredenti. Nel Corano, Allah in particolare dice che essi sono
"gente che non comprende" (Surat Al-Mâ'ida, 58).
I materialisti sono caduti nella più grande
trappola della storia
L'atmosfera di panico che pervade i circoli materialisti in Turchia,
di cui abbiamo menzionato solo pochi esempi, mostra come essi paventino
una sconfitta di tali proporzioni quale non hanno mai subito nella
storia. Il fatto che la materia sia semplicemente una percezione
è stato provato dalla scienza moderna e sostenuto in maniera chiara,
semplice e diretta. Ai materialisti non rimane altro che contemplare
il crollo dell'intero mondo materiale nel quale credono ciecamente
e confidano.
Nel corso della storia dell'umanità il pensiero materialista è
sempre esistito. Sicuri di se stessi e della filosofia nella quale
avevano fede, essi si sono ribellati contro Allah Che li aveva creati.
La teoria che formularono sosteneva che la materia non aveva inizio
né fine, né a ciò era necessario un Creatore. Mentre a causa della
loro arroganza negavano Allah, trovavano ricetto nella materia che
affermavano avesse una reale esistenza. A tal punto confidavano
in questa filosofia da credere che non sarebbe mai stato possibile
offrire una spiegazione che provasse il contrario.
Questa è la ragione per cui quanto è detto in questo libro in riferimento
alla vera natura della materia ha così sorpreso questa gente, in
quanto ciò distrugge le basi stesse della loro filosofia e non lascia
spazio ad alcuna discussione. La materia, sulla quale essi fondano
il loro pensiero, la loro vita, la loro arroganza e il loro rifiuto,
scompare d'improvviso. Come può esistere il materialismo se non
esiste la materia?
Uno degli attributi di Allah è il Suo complottare
contro i miscredenti, come è espresso nel versetto: "Essi
tramavano intrighi e Allah tesseva strategie. Allah è il migliore
degli strateghi." (Surat Al-'Anfâl, 30)
Allah ha intrappolato i materialisti facendogli credere che la materia
esista e in tal modo li ha umiliati in una maniera invisibile. Essi
pensano che quanto possiedono, il loro status, la loro posizione,
la società a cui appartengono, il mondo intero esistano realmente,
quindi si ergono con arroganza contro Allah confidando in queste cose.
Si sono ribellati a causa della loro vanagloria e hanno accresciuto
la loro miscredenza. La loro fede si fonda unicamente sulla materia.
La loro capacità intellettiva è così scarsa che non arrivano neppure
a pensare che Allah li circonda da ogni parte. Allah annuncia lo stato
a cui i miscredenti sono condotti per la loro stoltezza:
Vogliono tramare un'insidia? Saranno piuttosto
i miscredenti ad essere ingannati. (Surat At-Tûr, 42)
Questo è probabilmente il più grande inganno della storia. Mentre
la loro arroganza aumentava spontaneamente, i materialisti sono
stati illusi e hanno subito una grave sconfitta nella guerra da
essi intrapresa contro Allah allevando qualcosa di mostruoso in
opposizione a Lui. Il versetto "Così, in ogni città, facemmo
capi i suoi peccatori più grandi, affinché ordiscano in essa le
loro trame. Ma tramano solo contro loro stessi e non ne sono coscienti"
(Surat Al-An'âm, 123) mostra l'inconsapevolezza di coloro che si
rivoltano contro il loro Creatore e la fine che li aspetta. A ciò
fa riferimento anche un altro versetto:
Cercano di ingannare Allah e coloro che credono,
ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono. (Surat
Al-Baqara, 9)
Mentre i miscredenti tentano di complottare, non comprendono la
realtà delle parole "non ingannano che loro stessi e non se
ne accorgono" del succitato versetto. Ciò significa che tutto
quanto è oggetto della loro esperienza è un'immagine appositamente
disegnata per essere percepita, così come tutti i complotti da essi
orditi non sono altro che semplici immagini formate nel loro cervello
alla stregua di ogni altra loro azione. La follia li ha resi dimentichi
di essere soli con Allah e di essere quindi intrappolati all'interno
dei loro piani disonesti.
Non meno dei materialisti del passato, anche i contemporanei devono
affrontare una realtà destinata a distruggere dalle fondamenta le
loro trame inique. Con il versetto "...Deboli sono le astuzie
di Satana" (Surat An-Nisâ, 76), Allah ha affermato che questi
complotti sono destinati a fallire sin dal giorno della loro macchinazione,
dandone la buona novella ai credenti nel versetto "...i loro
inganni non vi procureranno alcun male" (Surat l-'Imrân, 120).
Allah dice inoltre: "Quanto a coloro che sono miscredenti,
le loro opere sono come un miraggio in una piana desertica che l'assetato
scambia per acqua e poi, quando vi giunge, non trova nulla; anzi,
nei pressi trova Allah che gli salda il conto. Allah è rapido al
conto" (Surat An-Nûr, 39). Anche il materialismo diviene un
miraggio, come è indicato in questo versetto; quando lo hanno raggiunto,
si accorgono che non è nulla se non un'illusione. Allah li ha ingannati
con tale miraggio, ovverosia, essi hanno percepito l'intera serie
di immagini come reale. Tutte queste persone "eminenti",
professori, astronomi, biologi, fisici e tutti gli altri, indipendentemente
dal loro rango, sono ingannati come bambini e umiliati, in quanto
ergono la materia a loro dio. Essi fondano la loro filosofia e ideologia
sull'assolutezza di una serie di immagini, della quale disputano
con serietà adottando un cosiddetto discorso "intellettuale".
Si considerano abbastanza saggi da dibattere la verità dell'universo
e, cosa ben più rilevante, argomentano riguardo ad Allah valendosi
della loro intelligenza limitata. Allah parla della loro situazione
nel versetto seguente:
Tessono strategie e anche Allah ne tesse. Allah
è il migliore degli strateghi. (Surat l-'Imrân, 54)
È possibile sfuggire ad alcuni complotti; nondimeno, il piano di Allah
contro i miscredenti è talmente fermo da non lasciare via di fuga.
Indipendentemente da ciò che essi faranno o a chi si appelleranno,
non troveranno alcun aiuto all'infuori di Allah. Come Egli ci rende
noto nel Libro: "non troveranno, oltre ad Allah, né patrono né
alleato" (Surat An-Nisâ, 173).I materialisti non si sarebbero
mai aspettati di cadere in tale trappola. Avendo a disposizione tutti
i mezzi del XX secolo, hanno creduto di poter avanzare ostinatamente
nella loro negazione traendo gente alla miscredenza. La loro perenne
mentalità e la fine che li attende sono descritte nel Corano:
Ordirono una trama e Noi ordimmo una trama senza
che se ne accorgessero. Guarda cosa ne è stato della loro trama:
li facemmo perire insieme con tutto il loro popolo. (Surat An-Naml,
50-51)
Questo è, in un altro senso, il significato di quanto affermato
in questi versetti: i materialisti sono destinati a comprendere
che tutto quanto essi possiedono non è altro che un'illusione, quindi
è stato distrutto. Nel momento in cui testimoniano che tutte le
loro proprietà, le loro fabbriche, l'oro, i soldi, i figli, i consorti,
gli amici, il rango e la posizione, il loro stesso corpo, in altre
parole tutto quanto credono che esista, sfugge via dalle loro mani,
essi "periscono" secondo le parole del versetto 51 di
Surat An-Naml. A questo punto, non sono più materia ma anime.
Senza dubbio, comprendere questa verità è la peggior cosa possibile
per i materialisti. Il fatto che tutto ciò che possiedono sia soltanto
un'illusione è equivalente, secondo il loro linguaggio, a "morire
prima di morire" in questo mondo.
Ciò li lascia in completa solitudine con Allah. Con il versetto
"LasciaMi solo con colui che ho creato" (Surat Al-Muddaththir,
11) Egli ha richiamato la nostra attenzione sul fatto che ogni essere
umano è, in realtà, del tutto solo presso di Lui. Questa verità
è richiamata in molti altri versetti:
Siete venuti a Noi da soli, come vi abbiamo
creati la prima volta. Quello che vi abbiamo concesso lo avete
gettato dietro le spalle... (Surat Al-An'âm, 94)
E nel Giorno della Resurrezione ognuno
si presenterà da solo davanti a Lui. (Surat Maryam, 95).
Questi versetti possono essere interpretati anche nel modo seguente:
coloro che prendono la materia a loro dio provengono da Allah e
a Lui ritornano. Essi hanno sottomesso la loro volontà ad Allah,
volenti o nolenti. Ora attendono il Giorno del Giudizio, nel quale
ognuno di essi sarà chiamato a rendere conto. Per quanto si rifiutino
di comprenderlo...
Conclusione
Il tema della nostra trattazione rappresenta una delle più grandi
verità che possano essere rivelate nel corso della vita. Dimostrando
che l'intero mondo materiale è in realtà "un'ombra", si
offre la chiave per riconoscere l'esistenza e la creazione da parte
di Allah, il Quale è l'unico essere assoluto. Ciò permette di comprendere
che il mondo non è ciò che molta gente suppone; non è un luogo assoluto
con una vera esistenza, come credono quelli che vagabondano senza
scopo per le strade, che scatenano risse nei pub, che si pavoneggiano
nei locali di lusso, che si vantano delle loro proprietà o che dedicano
la loro vita a vani scopi. Il mondo non è altro che una serie di
percezioni, un'illusione.Tutti coloro che abbiamo citato sopra sono
soltanto ombre che contemplano queste percezioni nella loro mente
senza esserne coscienti.
Questo concetto è molto importante in quanto scardina e distrugge
la filosofia materialista negatrice dell'esistenza di Allah. Questa
è la ragione per cui materialisti quali Marx, Engels e Lenin ne
ebbero timore e, presi dall'ira, ammonirono i loro seguaci a non
"riflettere" su questo tema qualora se ne parlasse. In
realtà, queste persone si trovano in un tale stato di deficienza
mentale da non potere neppure comprendere che le percezioni si formano
all'interno del cervello. Ritengono quindi che l'oggetto della loro
contemplazione sia il "mondo esterno", non sospettando
neppure l'ovvia evidenza del contrario.
Tale inconsapevolezza è il risultato della mancanza di saggezza
determinata da Allah per i miscredenti, i quali - è scritto nel
Corano - "hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono
e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi, ancor peggio.
Questi sono gli incuranti." (Surat Al-A'râf, 179)
Per mezzo della riflessione personale è possibile approfondire
tale conoscenza. A tal fine, è necessario concentrare la propria
attenzione e considerare il modo in cui si percepiscono gli oggetti
che ci circondano. In tal caso, sarà possibile comprendere che quell'essere
dotato di saggezza il quale vede, sente, tocca, pensa e legge ora
questo libro è soltanto un'anima che contempla le percezioni dette
"materia" su uno schermo. Chi perviene a questa comprensione
si allontana dal dominio del mondo materiale che inganna la maggior
parte dell'umanità per entrare nel regno della vera esistenza.
Questa realtà è stata compresa da alcuni sapienti musulmani nel
corso della storia. Uomini come Imam Rabbani, Mohyiddîn Ibn 'Arabî
e Mevlana Cami pervennero a tale conoscenza meditando le indicazioni
del Corano e valendosi dell'intelletto. Alcuni filosofi occidentali,
tra cui George Berkeley, ne ebbero un'intuizione per mezzo della
ragione. Imam Rabbani scrisse nelle sue Mektubat (Lettere) che l'intero
universo materiale è "un'illusione e una supposizione (percezione)"
e che l'unico essere assoluto è Allah:
Allah... La sostanza di questi esseri
che Egli ha creato è il non-essere. Egli ha creato tutto sotto
forma di sensi e illusioni... L'esistenza dell'universo è al livello
di sensi e illusioni e non è materiale... In realtà, non vi è
nulla nell'esteriore se non l'Essere Glorioso, (che è Allah).4
Imam Rabbani ha esplicitamente affermato che tutte le immagini presentate
all'uomo non sono altro che illusioni e che non hanno alcun originale
"nell'esteriore".
Questo ciclo illusorio è rappresentato
nell'immaginazione. È visto secondo l'estensione della sua rappresentazione
per mezzo dell'occhio della mente. Nell'esteriore sembra che sia
osservato con l'occhio della testa. Tuttavia, non è così. Non
ha né una designazione né una traccia nell'esteriore. Non esiste
alcuna circostanza da vedere. È simile al volto di una persona
riflesso in uno specchio. Non ha costanza nell'esteriore. Senza
dubbio, sia la sua costanza che la sua immagine si trovano nell'IMMAGINAZIONE.
Allah è Colui Che meglio conosce.5
Mevlana Cami è pervenuto alle medesime conclusioni seguendo le
indicazioni del Corano e usando l'intelletto: "Tutto quanto
si trova nell'universo non è altro che sensi e illusioni. Può essere
paragonato a un riflesso in uno specchio o a un'ombra".
Il numero di coloro che sono pervenuti a tale comprensione nel
corso della storia è, tuttavia, molto limitato. Grandi sapienti
come Imam Rabbani hanno scritto che sarebbe sconveniente rivelare
questo fatto alle masse, in quanto la maggior parte della gente
non sarebbe in grado di cogliere il significato.
Nell'età in cui viviamo questa conoscenza è stata resa empirica
dal corpo di prove avanzato dalla scienza. Il fatto che l'universo
sia un'ombra è stato descritto per la prima volta nella storia in
modo chiaro, concreto ed esplicito.
Per questa ragione, il XXI secolo rappresenterà un punto di svolta
epocale, dove la gente comprenderà comunemente le realtà divine
e sarà condotta in folla verso Allah, il solo Essere Assoluto. Nel
XXI secolo la fede materialistica del XIX secolo sarà relegata tra
i rifiuti della storia, l'esistenza di Allah e la creazione saranno
riconosciute, la mancanza di tempo e di spazio saranno intese e
l'umanità si libererà dai secolari veli, inganni e superstizioni
che la avvolgono.
Nessuna ombra potrà impedire questo corso inevitabile.
  
1.
Paul Davies, Tanrý ve Yeni Fizik, (God and The New Physics), translated
by Murat Temelli, Im Publishing, Istanbul 1995, p.180-181
2.
Rennan Pekünlü, "Aldatmacanýn Evrimsizliði", (Non-Evolution
of Deceit) Bilim ve Ütopya, December 1998 (V.I.Lenin, Materialism
and Empirio-criticism, Progress Publishers, Moscow, 1970, pp.334-335)
3.
Alaettin Þenel, "Evrim Aldatmacasý mý?, Devrin Aldatmacasý
mý?", (Evolution Deceit or Deceit of the Epoch?) Bilim ve Ütopya,
December 1998
4.
Imam Rabbani Hz. Mektuplarý (Letters of Rabbani), Vol.II, 357. Letter,
p.163
5.
Imam Rabbani Hz. Mektuplarý (Letters of Rabbani), Vol.II, 470. Letter,
p.1432
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