L'ORIGINE DEGLI UCCELLI E DEI MAMMIFERI

L'Archæopteryx e gli altri fossili di uccelli

Mentre gli evoluzionisti hanno sostenuto per decenni che l'Archæopteryx fosse la prova più importante dell'evoluzione degli uccelli, altri fossili recentemente rinvenuti hanno invalidato tale prospettiva per altri riguardi.

Lianhai Hou e Zhonghe Zhou, due paleontologi dell'Istituto cinese di paleontologia dei vertebrati, hanno scoperto nel 1995 un nuovo uccello fossile, da essi denominato Confuciusornis. Questo fossile risale approssimativamente allo stesso periodo dell'Archæopteryx (circa 140 milioni di anni fa), ma non è fornito di alcun tipo di dente. Il suo becco e le sue ali, inoltre, sono del tutto simili a quelle degli uccelli attuali, dei quali condividono anche la medesima struttura scheletrica, tuttavia presentano artigli all'estremità delle ali come l'Archæopteryx. Un’altra struttura peculiare agli uccelli, chiamata il “pigostilo”, che sostiene le penne timoniere, si è trovata anche nel Confuciusornis. In breve, questo fossile, contemporaneo dell'Archæopteryx (precedentemente considerato il più antico di tutti gli uccelli e accettato come un semirettile), ha un'enorme somiglianza con i volatili moderni. Questo fatto inficia tutte le tesi evoluzioniste che reputavano l'Archæopteryx il primitivo antenato di tutti gli uccelli. 51

Un altro fossile, rinvenuto in Cina, ha creato una confusione addirittura maggiore. Nel novembre del 1996, l'esistenza di questo uccello, risalente a 130 milioni di anni fa, detto Liaoningornis, fu annunciata su Science da L. Hou, L. D. Martin e Alan Feduccia. Il Liaoningornis presentava uno sterno, sul quale si innestavano i muscoli del volo, del tutto simile a quello degli uccelli attuali, dai quali era difficilmente distinguibile anche per altri riguardi. La sola differenza erano i denti nel becco. Questo fatto mostrò che gli uccelli forniti di denti non avevano una struttura primitiva secondo quanto sostenuto dagli evoluzionisti. 52 Come venne espresso sulla rivista Discover, in un articolo dal titolo "Whence came the birds? This fossil suggests that it was not from dinosaur stock" ("Da dove provengono gli uccelli? 'Non dai dinosauri' suggerisce questo fossile"). 53

Un altro fossile che contraddice la tesi evoluzionista sull'Archæopteryx è l'Eoalulavis. La struttura alare dell'Eoalulavis, che si disse fosse più giovane di 25 o 30 milioni di anni dell'Archæopteryx, è stata osservata nei moderni uccelli che volano lentamente. Ciò rappresenta la dimostrazione che 120 milioni di anni fa vi erano uccelli indistinguibili per molti aspetti da quelli attuali. 54

Queste testimonianze indicano con sicurezza che né l'Archæopteryx né gli altri uccelli antichi simili ad esso furono forme di transizione. I fossili non ci dicono che le differenti specie di uccelli si sono evolute le une dalle altre. Provano, al contrario, che gli uccelli attuali e quelli arcaici sono vissuti nello stesso periodo. Alcune specie, tuttavia, come l'Archæopteryx e il Confuciusornis, si estinsero e solo alcune delle specie preesistenti sono state in grado sopravvivere sino ai giorni nostri.

In breve, diverse caratteristiche dell'Archæopteryx dimostrano che questo essere vivente non può essere considerato una forma transizionale. L’anatomia complessiva dell’Archaeopteryx implica stasi, non evoluzione. Il paleontologo Roberto Carroll è costretto ad ammettere che:

La geometria delle penne da volo dell’Archaeopteryx è identica a quella dei moderni uccelli volanti, mentre gli uccelli non volanti hanno penne simmetriche. Il modo in cui le penne sono sistemate sull’ala ricade anch’esso nell’ambito degli uccelli moderni… Secondo Van Tyne e Berger, le dimensioni relative e la forma dell’ala dell’Archaeopteryx sono simili a quelle di uccelli che devono muoversi dentro aperture ristrette nella vegetazione, come i gallinacei, le colombe, le beccacce, i picchi e la maggior parte dei passeriformi… Le penne da volo sono rimaste statiche da almeno 150 milioni di anni. 55

Dall’altra parte, il “paradosso temporale” è uno dei fatti che hanno inferto un colpo mortale alle affermazioni evoluzionistiche riguardanti l’Archaeopteryx. Nel suo libro Icons of Evolution, Jonathan Wells commenta che l’Archaeopteryx è stato trasformato in una “icona” della teoria dell’evoluzione, mentre l’evidenza dimostra chiaramente che questa creatura non è l’antenato primitivo degli uccelli. Secondo Wells, una delle indicazioni di ciò è il fatto che i dinosauri teropodi, i presunti antenati dell’Archaeopteryx, furono in realtà più recenti dell’Archaeopteryx:

Rettili a due gambe che correvano sul terreno e avevano altre caratteristiche che noi ci potremmo aspettare in un antenato dell’Archaeopteryx, comparvero in realtà dopo. 56

L'immaginario vincolo uccello-dinosauro

Prof. Alan Feduccia

La giustificazione avanzata dagli evoluzionisti, al fine di presentare l'Archæopteryx come forma transizionale, è che gli uccelli si sarebbero evoluti dai dinosauri. Uno dei più noti ornitologi al mondo, Alan Feduccia, professore presso l'Università del Nord Carolina, ha tuttavia osteggiato la teoria secondo cui gli uccelli sarebbero parenti dei dinosauri, nonostante la sua fede evoluzionista. Sulla tesi dell’evoluzione degli uccelli dai rettili, ha scritto:

Ho studiato il cranio degli uccelli per ben venticinque anni e non vi trovo alcuna similitudine. Non la vedo... L'origine degli uccelli dai teropodi, a mio giudizio, sarà il maggiore motivo di imbarazzo per la paleontologia del XX secolo. 57

Anche Larry Martin, uno specialista di uccelli antichi dell'Università del Kansas, si oppone alla teoria che gli uccelli discendano dai dinosauri. Discutendo la contraddizione in cui l'evoluzione cade riguardo a questo argomento, egli afferma:

A dir la verità, se dovessi sostenere l'ipotesi che gli uccelli con queste caratteristiche derivino dai dinosauri, cadrei nell'imbarazzo ogni qualvolta dovessi rivolgervi la parola. 58
Per riassumere, lo scenario dell'evoluzione degli uccelli, costruito soltanto sulle basi dell'Archæopteryx, non è che il prodotto dei pregiudizi e delle speranze degli evoluzionisti.

Qual è l’origine delle mosche?

Affermando che i dinosauri si sono trasformati in uccelli, gli evoluzionisti sostengono tale asserzione dicendo che alcuni dinosauri che agitavano le zampe anteriori per catturare le mosche “assunsero le ali e volarono”, come si vede nella figura. Non avendo alcuna base scientifica e non essendo altro che una invenzione dell’immaginazione, questa teoria contiene anche un contraddizione logica molto semplice: l’esempio portato dagli evoluzionisti per spiegare l’origine del volo, cioè, la mosca, aveva già una perfetta capacità di volo. Mentre un essere umano non può aprire e chiudere gli occhi 10 volte al secondo, una mosca normale sbatte le ali 500 volte al secondo. Inoltre, muove entrambe le ali contemporaneamente. La minima discrepanza tra la vibrazione delle ali farebbe perdere l’equilibrio alla mosca, ma ciò non avviene mai.

Gli evoluzionisti dovrebbero per prima cosa dare una spiegazione del modo in cui le mosche hanno acquisito la loro perfetta capacità di volo. Invece, essi fabbricano scenari immaginari circa il modo in cui creature molto più goffe, come i rettili arrivarono a volare.

Un esempio di scenari evoluzionistici: dinosauri che sviluppano improvvisamente le ali nel tentativo di catturare delle mosche!

Anche la perfetta creazione della mosca domestica invalida le affermazioni dell’evoluzione. Il biologo inglese Robin Wootton ha scritto in un articolo intitolato “The Mechanical Design of Fly Wings”:

Meglio comprendiamo il funzionamento delle ali degli insetti, più fine e bello ci appare il loro disegno. Le strutture sono solitamente disegnate in modo tale da deformarsi il meno possibile; i meccanismi sono progettati per muovere in maniera prevedibile le parti che li compongono. Le ali degli insetti combinano queste due caratteristiche, utilizzando componenti dotati di una vasta gamma di proprietà elastiche, elegantemente assemblate per permettere deformazioni adatte alle forze facendo uso dell'aria nel modo migliore. Tuttavia hanno pochi, o nulli, paralleli tecnologici. 1

D'altra parte, non esiste neppure un singolo fossile che consenta di provare l'immaginaria evoluzione delle mosche. Ciò è quanto il famoso zoologo francese Pierre Grassé intendeva quando ha detto: “Siamo al buio per quanto riguarda l'origine degli insetti”. 2


1- Robin J. Wootton, "The Mechanical Design of Insect Wings",
Scientific American, Band 263, novembre 1990, p. 120.
2- Pierre-P Grassé,
Evolution of Living Organisms, New York,
Academic Press, 1977, p. 30.

 

PIPISTRELLI

Fossile di pipistrello di 50 milioni di anni: non diverso dal suo omologo moderno. (Science, vol. 154)

Gli evoluzionisti propongono la teoria secondo cui tutte le specie di mammiferi si sono evolute da un comune progenitore. Ci sono però grandi differenze tra varie specie di mammiferi, come gli orsi, le balene, i topi e i pipistrelli. Ciascuno di questi esseri viventi possiede sistemi specifici. Per esempio, i pipistrelli sono stati creati con un sistema sonar molto sensibile che li aiuta a orientarsi nel buio.

Questi complessi sistemi, che la moderna tecnologia può soltanto imitare, non possono essere sorti come risultato di coincidenze casuali. Anche i reperti fossili dimostrano che i pipistrelli emersero improvvisamente, nel loro attuale stato perfetto, e che non hanno subito alcun “processo evolutivo”.

 

51 Pat Shipman, "Birds do it... Did Dinosaurs?", New Scientist, febbraio 1, 1997, p. 31.
52 "Old Bird", Discover, marzo 21, 1997.
53 Ibid.
54 Pat Shipman, "Birds Do It... Did Dinosaurs?", p. 28.
55 Robert L. Carroll, Patterns and Processes of Vertebrate Evolution, Cambridge University Press, 1997, p. 280-81.
56 Jonathan Wells, Icons of Evolution, Regnery Publishing, 2000,
p. 117.
57 Pat Shipman, "Birds Do It... Did Dinosaurs?", p. 28.
58 Ibid.